Professione optometrista: «Il mio studio come la stanza dei giochi»
La dottoressa Rita Toni di Pcm si racconta agli studenti
MODENA. La professionista in optometria del Pcm di Modena, Rita Toni, definisce il suo studio come una «stanza dei giochi», ma perché?
«Un lavoro di equilibrio»
L’esperta definisce il suo studio “stanza dei giochi” perché vengono eseguite attività che riguardano l’aspetto di rieducazione del sistema visivo. «Il più delle volte – riporta la professionista – è un lavoro di equilibrio fra quello che sono i muscoli dell'occhio destro insieme con quelli dell'occhio sinistro. E qui insegniamo a rimettere in modo corretto quella che è la muscolatura di due occhi insieme».
«Sempre più bambini e adulti si rivolgono agli specialisti della vista per problemi di fissazione oculare e difficoltà nella lettura – afferma ancora la professionista Rita Toni – molti di loro hanno difficoltà a coordinare i due occhi, mentre altri sviluppano posture compensative per affrontare i disturbi visivi. La terapia visiva può aiutare a migliorare la coordinazione oculare e ridurre le tensioni posturali, facilitando così la lettura e le attività quotidiane».
«Ogni persona impara in modo diverso»
L’optometrista non è esattamente considerata una figura di tipo sanitario: il suo ruolo prevede la valutazione e il miglioramento della funzione visiva, ma non può fare diagnosi mediche, né prescrivere farmaci. «A me arrivano – come spiega l’esperta Rita Toni – pazienti inviati o da professionisti che si occupano della certificazione per DSA, quindi per quello che è la difficoltà di apprendimento, oppure da professionisti che si occupano di aspetti posturali, da fisioterapista, fisiatra, osteopata, dentista e tanti altri».
Secondo Toni l’aspetto più affascinante di questo lavoro è uno in particolare: «Nonostante ci siano un numero di procedure che sono già codificate, in realtà queste si devono sempre adattare persona per persona. Ogni persona impara e apprende le cose diversamente, anche a parità di età. Questa è la parte che rende tutto più divertente e anche più gratificante».
*studentesse del Liceo Muratori-S.Carlo, classi 5G e 5FL
