Centro soccorso animali: «Amore, cura e dedizione»
L’associazione di volontariato modenese è attiva dal 1988
MODENA. Il Centro Soccorso Animali è un’associazione di volontariato di Modena che dal 1988 si dedica alla protezione e al benessere degli animali e insieme a questo, anche dalla passione e l’amore smisurato verso di loro. Inizialmente nasce solo come centro di accoglienza per i cani, mentre con il tempo ha accolto anche i gatti, infatti ad oggi il CSA di Modena accoglie circa 70 cani e 5 gatti. Nonostante non si tratti di un canile intercomunale, il CSA continua ad operare grazie all’impegno dei suoi volontari e dalle donazioni della nostra comunità. Tra di loro abbiamo avuto il piacere di incontrare Laura, che ci dimostra come l’amore e il rispetto verso gli animali fa la differenza nella loro vita, ecco le risposte alle nostre domande.
Dove vi trovate, cosa fate e come siete organizzati?
«Ci troviamo in Via Nonantolana 1221 a Modena, però ci muoviamo su diversi territori, quindi siamo in grado di accogliere animali provenienti da Modena, da tutta Italia e anche dall’estero. In realtà nel modo di agire siamo molto simili alle altre strutture accogliamo animali smarriti, privi di chip, o abbandonati sul territorio, oppure interveniamo su richiesta delle forze dell'ordine o delle guardie cinofile, prendendo in carico gli animali e rimuovendoli da situazioni di abuso. Ogni animale che arriva nella nostra struttura viene subito seguito da professionisti, con loro ogni cane viene profilato, dunque si analizzano le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e le sue necessità. Solo dopo questo processo, l’animale è pronto per essere messo in adozione. Gli animali che non vengono ancora adottati naturalmente devono essere accuditi, per questo ogni giorno, con l'aiuto dei volontari, ci occupiamo della pulizia, dell'alimentazione, delle uscite e delle medicazioni degli animali. È un impegno costante che richiede la nostra presenza quotidiana».
Cosa vi differenzia dagli altri canili del territorio e come trovate i fondi per portare avanti questa associazione?
«In realtà nel modo di agire siamo molto simili alle altre strutture, ciò che ci differenzia è che siamo un’associazione che vive esclusivamente di donazioni e beneficenza. Questo significa che il numero di cani e gatti che possiamo accogliere dipende dalle risorse a nostra disposizione, cerchiamo di mantenere un numero di animali gestibile, in modo da garantirgli il giusto benessere, per questo, ci troviamo spesso a dover equilibrare ciò che possiamo fare con ciò che vorremmo fare. I fondi non sono tanti, però il 5x1000, per noi è la base, senza quello non potremo fare la metà delle cose che facciamo. Altre fonti sono feste, donazioni, raccolta fondi, alimentari, facciamo anche dei progetti mirati con interventi specifici. Inoltre, tutto l’apparato dei social, ha una risposta molto mirata per l’associazione, anche perché essendo un’associazione sul territorio la gente vede dove finiscono i soldi e come lavoriamo».
Cosa ti ha portato a lavorare qui e quali sono i sacrifici che un volontario deve fare?
«Per ogni persona è diverso, io mi sono avvicinata al mondo del volontariato, e in particolare quello degli animali, per una questione di grande rispetto. In particolare il mio approccio è nato da una forte relazione nei confronti dei cani poi è cresciuto nei confronti degli altri animali, finché non è maturata la decisione di poter far qualcosa nel concreto per poter abbattere quelle barriere che trattano gli animali come oggetti. Per quanto riguarda i sacrifici, per me non si tratta di questo, per esempio personalmente non andare in ferie per venire in canile, non è un sacrificio. Secondo il mio punto di vista il sacrificio in sé è limitato da una distribuzione del tempo».
Perché si dà poca importanza a queste associazioni e cosa si potrebbe fare per dargli più voce?
«Io credo che i problemi a questo mondo siano tanti e quindi molto dipende dalla società in cui viviamo, più la società sta bene più tutti gli altri stanno bene, invece più la società sta male più si comincia a dare meno importanza a questioni meno importanti, come in questo caso gli animali. Molto spesso si è legati ai propri animali domestici senza considerare il resto della fauna, non sto dicendo che è sbagliato, ma ognuno di noi sente di voler fare qualcosa per migliorare la situazione, ma spesso non si mette in atto questa volontà, e secondo me, proprio per questo non si da così tanta importanza al volontariato».
*studentesse del Liceo Carlo Sigonio, classe 3H
