InVoce, scuola di canto al femminile: «Uniamo passione e crescita»
La fondatrice Jenny Demara ne svela la nascita e i segreti: «Così supportiamo le ragazze e le aiutiamo a sviluppare i loro talenti»
MODENA. Tutto è partito da una semplice curiosità: come è possibile creare una scuola di canto tutta al femminile? Per scoprirlo siamo andate direttamente dalla fondatrice della scuola di canto “InVoce” Jenny Demara.
Ci racconta la sua storia?
«Ho iniziato a cantare quando avevo dieci anni, era l'unica cosa che sapevo e mi piaceva fare, per cui ho capito che dovevo scegliere questa strada e continuarla. A vent'anni mi sono diplomata, ho aperto la scuola di canto in maniera ufficiale nel 2008, anche se ho iniziato a insegnare nel 2005, ma il marchio Scuola di Canto inVoce è nato dopo».
Qual è il valore più importante che vuole trasmettere alle sue allieve?
«Sicuramente la passione per il canto. Senza passione non ha senso cantare».
Cosa rende questa scuola diversa dalle altre e perché ha deciso di basare il suo insegnamento solo sulle voci femminili?
«Già il fatto che sia una scuola specializzata sulle voci femminili la rende particolare. Mi sono sempre formata solo ed esclusivamente con voci femminili e quindi ho preferito approfondire questo tipo di vocalità. Avere la stessa tonalità e fare lo stesso esempio nella stessa ottava è molto più semplice. Non dico che a un maschio io non potrei insegnare, ma ho voluto anche a livello di marketing creare qualcosa di unico e di girl power. È anche unica perché si fa gruppo, facciamo tanti stage, laboratori, workshop e saggi. Quindi non è solo una scuola di canto fine a se stessa. È una scuola che ha più concetti intorno a sé e crea un gruppo, formando così anche un ambiente dove si può socializzare, a differenza di altre dove vai, fai lezione e te ne vai».
Come aiuta chi ha paura ad esibirsi?
«Prima si parte da una gestione dell'ansia, perché il canto è anche molto psicologico ed è importante riuscire a trovare la chiave, che in ognuna di noi è diversa, e quindi bisogna capire la persona che si ha di fronte, aiutarla con esercizi di respirazione per controllare l'ansia. Facendo tante esperienze piano piano si assume una certa sicurezza. Però quando si acquisisce una certa tecnica, si ha inevitabilmente più sicurezza, quindi anche se si è agitati questo concetto funziona».
In questa scuola si lavora anche sulla scrittura di inediti?
«Certo, abbiamo diversi studi di registrazione ai quali ci appoggiamo per le persone di un livello più avanzato che hanno voglia di fare inediti, per cui gestiamo e collaboriamo nella parte vocale».
Quanto influisce la sua passione nel suo lavoro?
«Senza dubbio è il motore, senza quello non mi alzerei la mattina. Io mi alzo sempre molto felice e penso di ritenermi una persona molto fortunata perché lavoro ma mi diverto tantissimo. Ho scelto un lavoro che amo».
Qual è la soddisfazione più grande che le ha dato il suo lavoro?
«Credo che la scuola mi dia ogni giorno tante soddisfazioni perché è funzionante in quanto è sempre molto piena. Sono molto fortunata perchè ho delle ragazze fantastiche sia a livello vocale, perché alcune hanno partecipato a dei programmi molto importanti, ma anche a livello umano perché mi riempiono di gioia quotidianamente. Ogni giorno acquisisco delle gratificazioni: vederle migliorare, sapere che si sentono apprezzate, capire che attraverso la voce riescono ad esprimersi e magari alcune non vanno più dallo psicologo perché riescono a gestire meglio l'ansia e altre invece che hanno fatto della loro passione un lavoro, diventando professioniste».
E invece quella ricevuta da un’allieva?
«Questa domanda è difficile perché le gratificazioni che ho avuto dai miei allievi sono tante e diverse anche perché molti smettono per svariati motivi perché si trasferiscono, non possono più a livello di tempo o economicamente ma continuano a scrivermi, continuiamo a vederci al di fuori della scuola e ad essere amici. Questo penso che in realtà sia una grandissima conquista. Poi se parliamo dal punto di vista solo ed esclusivamente professionale, ce ne sono tante altre perché molte ragazze hanno intrapreso anche percorsi magari più importanti a livello lavorativo. In realtà direi che tutte le mie allieve, dalla più piccola alla più grande, da quella più dotata a quella meno, mi riempiono sempre d’orgoglio».
*studenti del Liceo Sigonio, classe 3H
