L’incredibile storia della prof. Corradini tra calcio e filosofia
L’insegnante di Scienze umane al Liceo Sigonio: «Mio nonno Ferdinando fu presidente del Modena»
MODENA. Silvia Corradini, professoressa di filosofia e scienze umane del liceo Carlo Sigonio, una donna che ha vissuto al massimo: dal nonno Ferdinando Corradini presidente del Modena calcio negli anni Sessanta e Settanta, all’azienda di famiglia, al traguardo delle tre lauree. Tra i ricordi d’infanzia, la professoressa Corradini racconta con tenerezza le domeniche allo stadio Braglia di Modena insieme al nonno Ferdinando, frequentato dai cinque anni fino alla maggiore età: «Una parentesi divertente nella mia vita è che mio nonno fu presidente del Modena, io lo racconto sempre con molta tenerezza questo, perché di solito si immagina il nonno che porta il nipotino alle giostre, invece il mio mi portava allo stadio».
Dal Braglia a Wembley
Con lui, nel 1973, ebbe anche la fortuna di assistere dal vivo a Wembley allo storico successo dell’Italia contro l’Inghilterra per 1-0, deciso dal gol di Fabio Capello. È stata un’assidua frequentatrice del Braglia e non solo: seguiva il Modena anche in trasferta. «Avevamo una casa a Montecreto – ricorda parlando delle sue estati solari da bambina – dove i giocatori, dopo l'allenamento, si fermavano a chiacchierare con noi». Nella stagione 1973-74 il Modena ottenne la promozione dalla Serie C alla Serie B, un momento di festa indimenticabile per lei, per suo nonno e per l’intera squadra. Grazie a questa passione ereditaria, Silvia è diventata in seguito Presidentessa delle "Donne Giallo-blu" ed è entrata a far parte del club dei "Fedelissimi". Ancora oggi conserva questo legame profondo con i colori canarini, pur frequentando lo stadio meno assiduamente di un tempo.
Il gergo calcistico a lezione
Questa esperienza giovanile riaffiora oggi durante le sue lezioni: parlando di filosofia e scienze umane, Silvia utilizza spesso il gergo calcistico. Capita che dica: “Mi hai fornito un assist per parlare di...”, oppure che colleghi il relativismo sofistico al VAR, il quale, negli episodi dubbi come rigori o falli, non sempre riesce a stabilire una verità assoluta. Prima di dedicarsi interamente all’insegnamento, ha lavorato nell'azienda di famiglia, la Faral, fondata nel 1966 a Campogalliano e specializzata nella produzione di radiatori in alluminio pressofuso. Per ricoprire il ruolo di responsabile dell’ufficio estero e marketing, Silvia ha conseguito la laurea in Economia e Commercio.
Parallelamente, per puro interesse personale, ha iniziato a nutrire la sua passione per la filosofia. La decisione di iscriversi nuovamente all’università è arrivata quando, per il suo 34esimo compleanno, un'amica le ha regalato “Il mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenhauer, opera di cui si è profondamente innamorata. In seguito, ha deciso di approfondire anche le lingue (francese, inglese e spagnolo) già utilizzate come strumenti di lavoro, laureandosi in Lingue e letterature straniere. Oggi, nelle aule del liceo Carlo Sigonio di Modena, la docente fa un po’ quello che suo nonno faceva allo stadio: trasmette passione. Che sia una spiegazione di filosofia o una riflessione sulla realtà, il suo modo di insegnare mostra che la cultura ha valore quando si collega alla vita di tutti i giorni, ai ricordi e a qualcosa di semplice come un pallone che rotola.
*studentesse del Liceo Sigonio, classe 3H
