Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Metti una mattina al Braglia: «Il nostro tour dello stadio»

di Luca Arcangeli, Tommaso Ferrari, Filippo Lazzaretti e Naymul Karim Mazumder*
Metti una mattina al Braglia: «Il nostro tour dello stadio»

Gli studenti a tu per tu con Filippo Barozzi del Modena Fc

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MODENA. Lo stadio Alberto Braglia non è soltanto un impianto sportivo: è un simbolo della città, un luogo in cui si intrecciano passione e identità collettiva. Situato nel cuore di Modena, rappresenta da oltre un secolo il teatro delle emozioni calcistiche dei tifosi gialloblù, custodendo ricordi indelebili tra vittorie esaltanti e momenti difficili.

Oggi, il Braglia continua a essere un punto di riferimento non solo per lo sport, ma anche per la vita sociale cittadina, testimoniando il legame profondo tra la squadra e il suo territorio. Inaugurato l’11 ottobre 1936 come “Cesare Marzari”, nel dopoguerra è stato intitolato al ginnasta modenese Alberto Braglia, tre volte oro olimpico.

Un’esperienza “premium”

Noi ragazzi della 3H siamo stati ospitati in questo impianto per una visita guidata e abbiamo avuto l’onore di visitare le tribune, il campo e i corridoi che narrano la storia del Modena FC. Durante il percorso, ci sono stati mostrato i dodici nuovi skybox, inaugurati proprio all’inizio di questa stagione sportiva: sono spazi progettati per offrire un’esperienza “premium”, solitamente destinati a partner commerciali e aziende che desiderano seguire la partita in un ambiente riservato. Per noi è stata una giornata diversa dal solito, in cui abbiamo sostituito i banchi di scuola con le poltrone della sala stampa. L'incontro ha avuto come protagonista Filippo Barozzi, Chief Revenue Officer del club gialloblù, che ci ha spiegato come il mondo del calcio non sia fatto solo di campioni in campo, ma di tante figure professionali che lavorano "dietro le quinte". Barozzi ha iniziato il suo intervento ricordando i propri anni delle superiori, trascorsi con la voglia di lavorare nello sport ma senza un percorso chiaro da seguire. «Uscivo dalle superiori e non sapevo cosa fare, c'era il vuoto», ha confessato.

«Se avete sogni, perseguiteli»

Dopo la laurea in Lingue a Parma, ha iniziato la sua scalata partendo da uno stage nel mondo del basket, arrivando a ricoprire ruoli di Direttore Sportivo e Direttore Generale, fino alla chiamata del Modena. Il suo messaggio è stato chiaro: «Se avete dei sogni, perseguiteli. Se non li avete ancora, non andate in ansia, è normalissimo. Girate, scoprite e fatevi un'opinione delle cose». Barozzi ha poi spiegato che una società di calcio è a tutti gli effetti un'azienda, ma con una differenza fondamentale: il prodotto venduto non è materiale. «Non siamo un negozio, ma un'azienda che vende un bene particolare: lo spettacolo e le emozioni attraverso lo sport. È una passione, ed è spesso la prima cosa che viene tagliata quando bisogna far quadrare i conti in famiglia».

Dal punto di vista economico, il club vive di diritti televisivi, sponsorizzazioni (principalmente di aziende del territorio), biglietteria e merchandising. L'obiettivo della dirigenza gialloblù è proprio rendere la società sempre più “sana”, riducendo il divario tra perdite e ricavi.

Liceo Sigonio Classe 3H