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A tu per tu con Giulia Ghiretti: «L’infortunio la mia rinascita»

di Vanessa Daniele Duzzi*
A tu per tu con Giulia Ghiretti: «L’infortunio la mia rinascita»

La nuotatrice paralimpica racconta la sua avventura sportiva e umana: «Vincere l’oro a Parigi davanti ad amici e parenti è stato speciale»

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MODENA. «Lo sport per me è quotidianità. Tutti i miei programmi, il mio tempo gira intorno allo sport, gli obiettivi che mi prefiggo scandiscono la mia quotidianità». Così afferma Giulia Ghiretti, campionessa paralimpica di nuoto, vincitrice a Rio 2016 di un argento nei 100 m rana e bronzo nei 50 delfino, a Tokyo 2021 di un argento nei 100 m rana e di un oro alle Olimpiadi di Parigi 2024, che ha accettato di parlare di sé rispondendo a qualche domanda.

«Lo sport mi ha insegnato tanto»

Tra i vari argomenti discussi è emersa l’importanza dello sport: «Lo sport mi ha insegnato tanto, a conoscere me stessa da tutti i punti di vista: fisico in quanto ti mette alla prova, emotivo in quanto impari a gestire le emozioni, a rispettare le regole, ad ascoltare e ad affidarti a qualcuno. Lo sport non è soltanto la gara, ma è tutto quello che ti insegna, da quando sei piccolo fino a quando sei grande, che cambia ovviamente, evolve».

Il cambiamento ha caratterizzato il percorso sportivo di Giulia Ghiretti: ha iniziato a nuotare a 16 anni dopo un incidente sul trampolino durante un allenamento, quindi la sua vita è stata segnata da cambiamenti obbligati. Ma quello più grande è stato l’approccio alla gara. «Al trampolino in ginnastica io ero da sola con 8 giudici, nel momento in cui ho iniziato a nuotare invece ero in una corsia della piscina con 7 concorrenti e come giudice il tempo».

«Lavorare con perseveranza»

Quello che non è cambiato è invece l’approccio allo sport: «Lavorare per l'obiettivo finale con perseveranza, così come la tensione che si prova, che è altissima, sono tutti elementi che non sono mai cambiati. E ovviamente l’adrenalina che ti da lo sport agonistico: mi piace la competitività, l'energia che mi porta, mi piace l’agonismo». «Dopo l’incidente quello che volevo ritrovare e che mi mancava tanto era la sensazione di aver dato tutto a un allenamento, a prescindere dal risultato ottenuto in gara».

Per Giulia lo sport è stato fondamentale per ritrovare quella quotidianità e, tra i vari sport, dopo la riabilitazione ha scelto il nuoto perché è l’unico sport in cui non si ha una protesi: «nello sport Paralimpico la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, ma nel nuoto il tuo ausilio è il tuo corpo, quindi non puoi scappare più di tanto. Sei tu in quella vasca, con le tue forze e capacità».

«Costanza e disciplina»

Un altro tema affrontato con la campionessa è stato la dual career. Giulia Ghiretti, nonostante fare l’atleta sia un lavoro a tempo pieno, è riuscita a laurearsi in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano. «Io credo che questi due percorsi (sportivo e scolastico) siano molto simili, perché per entrambi ci vuole costanza, disciplina, obiettivi e resoconti. Nel momento in cui fai una gara viene fuori il lavoro fatto fino a quel momento e succede uguale nel momento in cui fai un esame, una verifica». Portare avanti questi due percorsi non è stato facile: quando frequentava la scuola non esisteva ancora un programma di dual career come quello attuale.

Infatti, durante il suo percorso universitario, Giulia insieme al vice rettore sono riusciti a far partire il progetto di dual career al Politecnico. Nel 2024, anche grazie alla testimonianza di Giulia, il ministro dell'Università e dell’Istruzione Anna Maria Bernini e il ministro dello Sport e dei Giovani Andrea Abodi hanno firmato il nuovo Dpcm sulla dual Career, rendendo questa collaborazione sport-università valido a livello ministeriale. Infine, Giulia ha sottolineato che lo sport è sinonimo di condivisione. Nonostante abbia partecipato a tre Olimpiadi, la vittoria che più le sta a cuore è la medaglia d’oro nei 100 m rana alle Olimpiadi di Parigi 2024: «Quella vittoria è stata ancora più speciale in quanto moltissime persone mi erano venute a vedere; amici, parenti, molti avevano preso l’aereo il giorno prima e tornati a casa il giorno stesso, perché dovevano lavorare ma non volevano perdersi la mia gara. Tutto questo ha reso quel momento veramente speciale».

Ora Giulia si sta preparando per le prossime Olimpiadi a Los Angeles 2028, con altri obiettivi tra Campionati Europei e Mondiali.

*Liceo Muratori-S. Carlo Classe 5CL