Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Massimi e la telepatia delle parole: «I miei libri tra storia e noir»

di Gabriele Lugli*
Massimi e la telepatia delle parole: «I miei libri tra storia e noir»

L’autore modenese e voce del thriller storico europeo si è raccontato agli studenti del liceo linguistico Muratori-San Carlo

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MODENA. Nascere con un talento letterario è un dono, ma come tutte le qualità innate, saperlo coltivare è l’unico modo per raggiungere il proprio pieno potenziale. Fabiano Massimi, premiato autore modenese e voce di primo piano del thriller storico europeo, ha incontrato i ragazzi del Liceo linguistico e classico Muratori-San Carlo per un’intervista che ha attraversato la sua carriera, dai banchi di scuola alle classifiche internazionali.

«A sei anni era già un mio desiderio»

Il momento in cui Massimi ha deciso di diventare scrittore si perde nei ricordi d'infanzia: «Ricordo che già a sei anni era questo il mio desiderio». Un percorso che non è stato un colpo di fortuna improvviso, ma un lungo esercizio di umiltà e tecnica: anni passati a leggere, scrivere, buttare, ricominciare.

Dalla laurea con lode in Filosofia all'esperienza a Manchester, fino al Master alla Scuola Holden di Torino, Massimi ha imparato ogni ingranaggio del mondo editoriale. «Mi ritengo fortunato, ma anche molto ostinato», ammette parlando di un mestiere spesso visto come rischioso o poco remunerativo. Secondo l’autore, la chiave è la perseveranza: provare a oltranza, ma con realismo.

«Non faccio solamente lo scrittore; chiudersi in una bolla procura più guai che vantaggi». Con titoli come Il Club Montecristo (Premio Tedeschi 2017) e L’angelo di Monaco (Premio Asti d’Appello 2020), Massimi ha scalato le classifiche, arrivando fino alla Fiera del Libro di Taiwan.

«I lettori sono la mia vera comunità»

Eppure, la sua più grande fonte di orgoglio non è un trofeo: «È ricevere lettere da lettori che scrivono dai luoghi più impensati. Sapere di far compagnia per un tratto di strada a persone che credono nella forza delle storie mi aiuta a continuare. Questa è la mia vera comunità».

Nonostante il successo, Massimi rifiuta di parlare di una carriera "in ascesa" in termini classici. Ogni libro è un nuovo inizio e le Muse sono imprevedibili. Sebbene l'insegnamento sia una passione che lo tiene impegnato, il desiderio di raccontare resta il suo motore primario. Un desiderio che oggi guarda anche al mondo dei fumetti, grazie alla collaborazione con il colosso francese Glénat, attratto dalla sua scrittura definita spesso "cinematografica". Ma Fabiano Massimi resta fedele alla carta: «I libri sono un’altra cosa: toccano persone sconosciute tramite la pura telepatia delle parole».

«Continuerò a scrivere senza intelligenza artificiale»

Sul tema caldissimo dell'Intelligenza Artificiale, lo scrittore mantiene una posizione netta e umanista. Pur riconoscendo che le macchine evolvono rapidamente, rivendica il primato dell'uomo: «Io continuerò a scrivere senza usarle, perché è questo che sono. Esisterà sempre un popolo dell'arte creata dagli umani, dove ciò che conta è la genuinità del sentire e la fatica del fare».

Questa fatica si traduce in una ricerca storica meticolosa. Sebbene abbia iniziato con i gialli leggeri ambientati in una Modena trasfigurata , la scoperta della storia vera di Geli Raubal (la nipote di Hitler) ha segnato una svolta. Da lì è nata una vena di gialli storici che prosegue con il recente “Le furie di Venezia" (Mondadori, 2024), ambientato nel 1934. «Si va dove ti chiamano le storie», spiega, citando poi gli antichi: Ars longa, vita brevis. In chiusura, una riflessione sul vecchio adagio: si può giudicare un libro dalla copertina? Per Massimi, il "pre-giudizio" è inevitabile. Immagine, titolo e bandelle sono la porta d'ingresso.

«Scriviamo grandi libri»

Tuttavia, l'estetica non salva un testo vuoto. Citando Aristotele, lo scrittore suggerisce che la virtù sta nel mezzo: «Facciamo belle copertine e troviamo bei titoli, ma scriviamo grandi libri. Così si potrà giudicare a partire da qualsiasi aspetto, ottenendo lo stesso risultato», ha chiosato l’autore modenese.

L'incontro che ha visto protagonisti gli studenti e le studentesse modenesi del liceo Muratori-San Carlo si conclude con la promessa di nuove sfide letterarie, confermando che Fabiano Massimi, pur viaggiando nel tempo tra la Germania nazista e la Venezia degli anni Trenta, resta un autore profondamente legato alla sostanza del racconto umano.

*studente del Liceo Muratori-S.Carlo, classe 5CL