I volontari in campo: «Il nostro impegno per gli altri»
Modena è la Capitale italiana del volontariato nel 2026 e le associazioni cittadine raccontato l’impegno quotidiano
MODENA. «Se nel nostro Paese ci fosse uno sciopero di un mese... e tutte le associazioni di volontariato si fermassero, il Paese si bloccherebbe».
Nel panorama nazionale del volontariato è proprio Modena la città che emerge con autorevolezza, conquistando il titolo di Capitale Italiana del volontariato del 2026, affermandosi così come una delle realtà più attive e solidali del Paese.
«Sembra un sacrificio, ma non è così»
Un riconoscimento che premia l'impegno costante di oltre 1700 associazioni che operano nel territorio di Modena, circa 65 mila volontari e istituzioni capaci di costruire una fitta e solida rete a sostegno della comunità. Questo titolo è dovuto alla collaborazione e all’impegno costante di tutti i cittadini di Modena: ognuno dona il suo tempo, fa quello che riesce per aggiungere un pezzo a un puzzle che viene completato solo grazie alla collaborazione di tutti. «Alcuni volontari vanno a ritagliarsi delle ore, sottraendole alla famiglia. A volte può sembrare un sacrificio, ma non appena ti proietti nella modalità del dare, ti rendi conto che non hai tolto a nessun altro, anzi, non c'è nessun componente della famiglia che viene privato di qualche cosa».
Queste sono le parole di Giuseppe Goldoni, che fa il volontario a Porta Aperta da diversi anni. Anche la presidente dell’Avis Milena Storione la pensa così «sono più di 20 anni che faccio volontariato e quindi mi piace, ovviamente secondo me è importantissimo, ma allo stesso tempo è impegnativo, perché va conciliato con la vita di famiglia, il lavoro e gli impegni personali di vario tipo. Quindi non è facile trovare sempre dei momenti da dedicare al volontariato. Però sicuramente quando c'è la voglia di fare e la passione, il tempo si trova».
Donare il sangue è importante perché può salvare molte vite ma anche se una persona non può donare il sangue a causa di malattie o altro, può lo stesso prestare il servizio come volontario e rendersi così utile alla società.
«Vince la squadra»
«Non è che vince uno, vince la squadra. Il volontariato è una ricchezza per la società. Se nel nostro paese ci fosse uno sciopero di un mese... e tutte le associazioni di volontariato si fermassero, il Paese si bloccherebbe. Il problema è che nessuno pensa a questa grande energia che viene messa a disposizione per gli altri, per il prossimo, indipendentemente chi esso sia». dice Erio Bagni, presidente di Aseop, associazione Sostegno Ematologia Oncologia Pediatrica, che si occupa di offrire assistenza ai bambini e alle famiglie che devono affrontare tumori, dando disponibilità gratuitamente anche di una casa per bambini che vengono da lontano.
Erio sottolinea «Faccio volontariato da 40 anni, e credetemi, vai a letto la sera sicuro di aver fatto qualcosa di buono e i problemi personali diventano meno difficili da superare». Giuseppe Goldoni spiega: «Quello che per te è una cosa comune che fai sempre a casa, come preparare da mangiare per i tuoi fratelli, la tua famiglia, insieme a tua mamma, lo puoi replicare anche qui, a Porta Aperta. Qui incontri persone sconosciute, sembrano lontane da noi, ma poi se le guardi un po' più da vicino vedi in loro il desiderio di avvicinarsi, di sorridere, ti sono riconoscenti e ti arricchiscono sicuramente».
C'è il bisogno crescente di un ricambio generazionale per mantenere in vita le associazioni, a tal fine è essenziale far capire ai giovani il valore e l'importanza del dono. Erio Bagni aggiunge: «Ho 76 anni, ho molta esperienza sulle spalle, ma ci vuole anche la gioventù che porti avanti le idee e i progetti. Vedremo. Io sono fiducioso nei giovani».
Anche Milena Storione, incita i giovani a partecipare attivamente ad attività di volontariato: «l'età media dei donatori dell’Avis è oltre i 45 anni, quindi c’è bisogno di giovani volontari e donatori, perché portino nuove idee, nuovi spunti. Magari una persona più anziana ha l'esperienza ma non sa utilizzare gli strumenti tecnologici che è in grado di usare una persona giovane. Devono quindi coesistere entrambe le figure». In un periodo di costanti sfide sociali, Modena si distingue per la capacità di coinvolgere persone di differenti età, provenienza e cultura, unendole in iniziative di aiuto, inclusione e partecipazione. Superando simbolicamente le altre città contendenti al titolo, Modena si propone oggi come un nuovo modello moderno di solidarietà civile, dove collaborazione e senso civico diventano elementi fondamentali per la crescita della società.
*studenti del Liceo Corni, classe 3E
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