Gazzetta di Modena

Modena

Scuola 2030

Passione legno: «Le opere da materiale di recupero»

di Lorenzo Ronchetti, Keith Ramos e Cecilia Lungu*
Passione legno: «Le opere da materiale di recupero»

Nel laboratorio di Alessandro Forgione: «Così si alimenta la passione»

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MODENA. In una cantina silenziosa, lontano dal ritmo frenetico della città, prende forma un’arte fatta di pazienza, recupero e creatività. “Un giorno ho deciso di provarci io”: partita da una semplice necessità, la falegnameria è diventata per Alessandro Forgione un rifugio creativo coltivato nel tempo.

Utilizzando legno di recupero e seguendo solo istinto ed esperienza, trasforma materiali scartati in oggetti unici, dando valore alla manualità. In una piccola cantina, lontano dal rumore della città, il signor Alessandro Forgione, 76 anni, porta avanti un mestiere antico: la falegnameria.

«Ho imparato tutto da solo»

Tra scaffali pieni di attrezzi e il profumo del legno lavorato, materiali semplici si trasformano in oggetti unici grazie alla sua esperienza e alla sua creatività. La sua passione nasce quasi per caso. «Ho imparato tutto da solo – racconta – Un giorno dovevo aggiustare un oggetto in legno; il falegname non riuscì a sistemarlo e allora decisi di provarci io».

Da quel momento, quella necessità si è trasformata in un interesse più profondo, fino a diventare una vera e propria passione che non lo ha più abbandonato. Il legno è il protagonista del suo lavoro, ma non si tratta di materiali pregiati o selezionati. Al contrario, Forgione utilizza principalmente legno di recupero: tronchi scartati, pezzi destinati a essere buttati, materiali dimenticati. In ciascuno di essi vede una possibilità, una nuova forma pronta a emergere.

Gli scarti? Oggetti pieni di vita

Dove altri vedono scarti, lui riesce a immaginare oggetti pieni di vita e significato. Le sue creazioni nascono senza schemi precisi. Non segue modelli né progetti dettagliati. Il suo lavoro prende forma lentamente, guidato dall’istinto e dall’esperienza. Ogni pezzo è diverso dall’altro e porta con sé un'impronta personale, frutto di intuizioni e gesti che si sviluppano nel tempo. Il rapporto con il pubblico e con il mercato, però, è complesso. Forgione ha avuto alcuni clienti nel corso degli anni, persone che hanno deciso di acquistare le sue creazioni. Tuttavia, la falegnameria non è mai stata la sua principale fonte di sostentamento. Da giovane, infatti, è stato avviato al mestiere di barbiere, che ha imparato subito dopo la scuola e che gli ha garantito stabilità economica. Il lavoro del legno è rimasto uno spazio personale, un rifugio creativo coltivato nel tempo libero, lontano dalle logiche del guadagno.

Secondo lui, oggi è difficile trasmettere questa arte ai giovani per la mancanza di una passione. Le sue idee nascono in modo spontaneo, senza modelli o riferimenti esterni: prendono forma nei momenti di calma, quando mente e mani lavorano insieme in armonia. Nel silenzio della sua cantina, il legno continua a trasformarsi. Il suo non è solo un hobby, ma un modo di esprimersi e di dare nuova vita a materiali dimenticati. Ogni creazione racconta una storia fatta di memoria e passione. In un mondo sempre più veloce e dominato dalla produzione industriale, il lavoro di Forgione rappresenta un esempio autentico di artigianato, capace di restituire valore al tempo, alla manualità e alla creatività.

*studenti del Liceo Venturi, classe 4R

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