Cara Modena, quanto mi costi
Viaggi, abbigliamento e uscite, così risparmiano i modenesi: «Stipendi più bassi e costi crescenti, arrivare a fine mese è dura»
MODENA. Negli ultimi anni l’aumento dei prezzi è diventato uno dei temi più presenti nella vita quotidiana delle famiglie italiane. Dalla spesa al supermercato alle bollette, fino al costo dei viaggi e dei beni di consumo, l’inflazione è ormai una realtà concreta che influisce sulle scelte economiche di ogni giorno. Le testimonianze di persone con età e situazioni familiari diverse dimostrano come questo fenomeno venga vissuto nella quotidianità. Tutti concordano su un punto: i prezzi sono aumentati, in particolare quelli della spesa alimentare e delle bollette.
«La gestione è più faticosa»
Laura, 40 anni, insegnante con una figlia, non ha dubbi e racconta di fare «più fatica nella gestione giornaliera della famiglia», soprattutto rispetto agli anni precedenti alla pandemia. Anche i viaggi, che un tempo rappresentavano una passione accessibile, sono diventati molto più costosi. Chi gestisce una famiglia con figli nota con maggiore evidenza il crescente costo della vita: fare la spesa richiede più attenzione e le uscite mensili sono più alte, mentre gli stipendi restano invariati. Questo squilibrio tra entrate e spese rappresenta una delle principali difficoltà economiche. Marcella, 51 anni, con due stipendi in famiglia, conferma questa tendenza: arrivare a fine mese è diventato più impegnativo e anche abitudini consolidate sono cambiate.
«Prima, quando ero single, potevo permettermi Marella, Max Mara. Adesso una volta all’anno, più o meno».
«Nulla di inaffrontabile»
Non tutti, però, percepiscono l’inflazione allo stesso modo. Chi vive da solo tende a sentire meno scompensi. È il caso di Gloria, 72 anni, pensionata, che riconosce gli aumenti ma li ridimensiona: «Non è nulla di inaffrontabile». La sua situazione economica resta gestibile, anche se le spese aumentano quando riceve la visita di figli e nipoti. Chi ha figli a carico, invece, risente maggiormente dell’aumento dei prezzi. Confrontando la situazione attuale con quella precedente alla pandemia, molti notano come sia diventato più difficile mantenere lo stesso tenore di vita. Michela, 54 anni, impiegata con due figli, descrive una situazione ancora sotto controllo ma incerta: «Non ancora, però li aspettiamo, certo, entro fine anno».
L’impatto sull’economia domestica è evidente e cresce la preoccupazione per il futuro. Per contenere i costi, molte persone hanno modificato le abitudini di consumo. Alcuni prestano maggiore attenzione a dove fare la spesa, altri riducono le spese accessorie o scelgono distributori di carburante più economici. Piccoli accorgimenti quotidiani diventano strategie utili per affrontare l’aumento dei prezzi.
Lo stile di vita è cambiato
L’inflazione influisce anche sulle scelte di residenza. Alcuni hanno optato per l’acquisto di una casa con mutuo, considerata più conveniente rispetto agli affitti elevati. In questi casi, un mutuo a tasso fisso garantisce maggiore stabilità economica, evitando aumenti della rata. Lo stile di vita è cambiato: viaggi e spostamenti, prima più frequenti, oggi sono più costosi e complessi. Anche l’acquisto di marchi costosi è diventato più raro; molti dichiarano di essere più attenti e selettivi nelle spese. In conclusione, l’aumento dei prezzi è percepito da tutti, ma l’impatto varia in base alla situazione familiare. Chi vive da solo sente meno pressione, mentre le famiglie con figli affrontano maggiori difficoltà nella gestione del bilancio domestico.
La maggior parte delle persone cerca comunque di adattarsi, modificando abitudini e spese per contenere i costi senza rinunciare, per quanto possibile, alla qualità della vita.
*studenti del Liceo Venturi, classe 4R
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