Italia e Olanda: scuole a confronto
Gli studenti del Fanti di Carpi dialogano con quattro giovani dei Paesi Bassi
CARPI. Quali sono le differenze tra il sistema scolastico italiano e quello olandese? Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con degli studenti arrivati dall’Olanda che hanno partecipato a uno scambio culturale con la 2^B del Liceo Fanti di Carpi. Le principali differenze che hanno avvertito riguardano il modo in cui è strutturato l’anno scolastico: «In Italia avete sempre verifiche e interrogazioni, mentre noi abbiamo due settimane, una per semestre, nelle quali facciamo tutte le verifiche e mai nessuna interrogazione».
«Trascorriamo il vostro stesso numero di ore a scuola, ma iniziamo e finiamo un’ora dopo. A volte ci capita di avere delle ore buche in cui non abbiamo lezione», affermano Anne Marie, Jade, Floris e Edvin nell’intervista.
«In Italia siete molto più socievoli»
«In Olanda i professori ti classificano in base ai voti e ti assegnano un livello. In base a questo, dal terzo anno di superiori, potrai scegliere la scuola che preferisci frequentare». «Le strutture sono più colorate e accoglienti, come anche gli altri edifici nella città». «Noi non abbiamo delle materie prestabilite, sempre a partire dal terzo anno, possiamo scegliere quali lezioni seguire». «Beh, il cibo è molto diverso. Qui è molto meglio!», afferma Anne Marie, riguardo alla nostra cultura culinaria.
«In Olanda mangiamo verso le 17, mentre qui in Italia verso le 20 o anche alle 21», aggiunge Jade. «Il cibo che abbiamo assaggiato e che ci sono piaciuti di più sono la pizza, il risotto allo zafferano e la pasta, in particolare la carbonara». «Non è la prima volta che vengo in Italia. Io e mio fratello Floris abbiamo visitato Firenze e la Sardegna e ci sono piaciute molto», dice Anne Marie. «Io invece sono stato a Roma, a Firenze e a Pisa con la mia famiglia», ci racconta Edvin. «Per me invece è la prima volta e mi sta piacendo molto», afferma Jade. Tutti e quattro i ragazzi si trovano d’accordo su una caratteristica che accomuna quasi tutti gli italiani: «Siete molto più socievoli e qui non è strano parlare con persone che non conosci. Ci fa molto ridere il fatto che parlate molto velocemente e che mentre lo fate gesticolate con le mani».
*studentesse del Liceo Fanti, classe 3Q
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