Wanda Mode e la storia di “Clips”
Un’avventura iniziata nel 1985 a Carpi: «Il tessile qui resta di primaria importanza»
CARPI. Era il 1985 quando Wanda Bertarelli avviò il suo brand di abbigliamento femminile partendo da un garage in via Cadore, dove nacquero i primi capi.
Fin dagli esordi, l’attenzione si concentrò sull’abito da cerimonia, oggi pilastro dell’azienda. Il percorso di crescita portò al trasferimento in tre diverse fabbriche e alla nascita del marchio CLIPS, destinato a definirne l’identità.
Nel 2025 l’azienda ha celebrato 40 anni, affermandosi come caposaldo nel prêt-à-porter e nel Made in Italy.
Oggi è guidata da Lorena e Marco Saltini, figli della fondatrice, che ne proseguono l’eredità con uno sguardo al futuro.
Abbiamo avuto l’opportunità di visitare questa azienda e di fare due chiacchiere con la titolare, Lorena Saltini, e queste sono le domande e i temi principali che abbiamo cercato di approfondire con la titolare.
Qual’è la differenza tecnica tra maglieria e confezione?
«La maglieria utilizza il filato come materia prima e viene prodotta attraverso macchine circolari che creano direttamente la maglia. La confezione, invece, parte dal tessuto già finito come pezze o rotoli e viene tagliato e poi cucito».
Cosa distingue il Pret-à-porter dal Pronto Moda?
«Il Pret-à-porter lavora con circa un anno di anticipo, fa molta ricerca e lancia le tendenza. Il Pronto Moda invece reagisce al momento: osserva i trend attuali (social, influencer) e produce subito capi con i tessuti disponibili in magazzino».
Perché si dice che la moda è sempre “un anno avanti”?
«Perchè i tempi di progettazione sono lunghi ad esempio, a gennaio si visitano le fiere per scegliere i tessuti di una collezione che arriverà nei negozi solo l anno successivo dopo aver passato le fasi di campionario, vendita e produzione».
Quali sono le fiere di riferimento citate e cosa le differenzia?
«Le principali sono Milano Unica e Première Vision (Parigi), focalizzate sui tessuti per la confezione, e pitti filati(Firenze), dedicata invece al mondo della maglieria e dei filati».
Qual è il ruolo del responsabile del campionario?
«È una figura di coordinamento che deve bilanciare le idee dell'ufficio stile con le esigenze del reparto commerciale. Si occupa di mettere in pratica il progetto creativo ordinando materiali(tessuti, bottoni, grucce) e gestendo i tempi di produzione».
Come deve essere composta una collezione per essere efficace?
«Deve esserci un equilibrio sottile: servono sia i capi “wow” (di forte tendenza che attirano l’attenzione e stupiscono), sia i capi commerciali (più semplici da vendere e che accontentano la massa dei clienti)».
Perché l’azienda affida la cucitura a laboratori esterni?
«Perché l’azienda produce un “total look” (giacche, T-shirt, piumini, pantaloni). Ogni capo richiede macchinari e specializzazioni diverse, quindi è più efficiente rivolgersi a laboratori esterni specializzati in base al tipo di prodotto».
Come avviene la raccolta degli ordini in Italia e all’estero?
«Per l’estero l’azienda utilizza uno showroom a Milano dove i clienti internazionali si recano per visualizzare i capi. In Italia, invece, la rete è capillare: ci sono vari showroom sul territorio gestiti da agenti che presentano le collezioni boutique locali».
E’ stata una grande opportunità visitare una realtà del genere e ascoltare le parole di un imprenditrice e i suoi consigli. Ci ha colpito molto il fatto che la fondatrice dell’azienda, Wanda lavori ancora nonostante la sua età.
*studenti del Liceo Fanti, classe 3Q
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