Andrea Bertolini: una vita con il casco
Il pilota pluricampione e brand ambassador di Ferrari si racconta agli studenti: «Date sempre il massimo»
MODENA. Vincitore di dieci campionati nell'ambito delle gare internazionali Gt, Andrea Bertolini è il pilota italiano che ha vinto più titoli nel MotorSport. Rappresenta da sempre marchi come Ferrari e Maserati ed è tuttora collaudatore Ferrari e Brand Ambassador; sviluppa tutte le macchine da corsa e segue i piloti ufficiali. Ha guidato quasi 600 Ferrari di Formula 1, comprese quelle consegnate ai clienti e quelle storiche Ogni pilota ha un cassetto della memoria pieno di coppe, ma per Bertolini due momenti restano indelebili.
Il Mondiale 2006 segna la svolta
«La vittoria più bella è la prima di sempre, Barcellona 2003 con la Ferrari 360 nel mondiale G». Ma è il mondiale 2006 a segnare la svolta: dopo anni di sconfitte brucianti all’ultima gara, quel titolo gli ha dato la consapevolezza di poter essere un vincente. «Il primo mondiale è un'altra vittoria di quelle che rimangono, vincere nel 2006 mi ha dato la consapevolezza che potevo vincere i campionati del mondo». Tuttavia, il trionfo più sudato resta la 24 Ore di Spa, sempre in quel fortunato 2006. «Una gara pazzesca. Una foratura nella prima ora ci ha fatto perdere un giro. Ho guidato in qualifica per tutta la notte riposando pochissimo. All'ultimo pit stop a 40 minuti dalla fine, il distacco dall’Aston Martin ufficiale era di soli 7 secondi. Vincere così è stato incredibile».
Rappresentare un marchio come Ferrari non è da tutti. La pressione è costante, ma per Bertolini la chiave è la prospettiva. «La pressione ognuno di noi ha un modo suo di viverla. Io ho avuto sempre la fortuna di non aver mai sentito la pressione negativa, devi percepire quella positiva. Rappresentare un brand del genere è un privilegio speciale. Bisogna fare tutto con emozione, ma restando razionali».
Il rito pre-gara
Per gestire lo stress pre-gara, Andrea ha un rito preciso: «Mezz’ora prima di andare nel box, mi chiudo da solo nel motorhome. Visualizzo la partenza, studio i possibili scenari in base a chi ho intorno. Quando poi mi trovo in griglia, ho quasi un déjà vu: l’ho già vissuto mentalmente. Ma la cosa più importante è trasformare la pressione in energia positiva». Molti si chiedono come ci si prepari a un appuntamento decisivo per il campionato. La risposta di Bertolini è spiazzante nella sua semplicità: «Tutte le gare sono importanti. Bisogna affrontarle con naturalezza, consapevoli dei propri mezzi e dando sempre il 100 per cento. Anche quando le cose vanno bene, non bisogna “fare cinema”: c’è sempre qualcosa da migliorare».
«Credeteci sempre e sognate»
Oggi il percorso per diventare piloti è economicamente impegnativo e complesso, ma Bertolini vede nuove opportunità: «I simulatori oggi sono un aiuto straordinario per i ragazzi che iniziano. Il mio consiglio? Credeteci sempre e sognate, perché sognare non costa niente». Ma il sogno deve essere accompagnato dal lavoro duro: «Date sempre il meglio di voi stessi, ogni singolo giorno. Sembrano frasi scontate, ma non lo sono. Il 100%, sempre».
Con quasi 600 diverse Ferrari di Formula 1 guidate nella sua carriera da collaudatore, Andrea Bertolini continua a essere un punto di riferimento, un "fratello maggiore" per i piloti ufficiali e un esempio di come la passione, unita alla disciplina, possa portare sul tetto del mondo.
*studenti del Liceo Willigelmo, classe 4H
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
