Gazzetta di Modena

Modena

Scuola 2030

A tavola da Zemiàn: la piccola osteria della “modenesità”

di Simone Leonelli e Martina Menetti*
A tavola da Zemiàn: la piccola osteria della “modenesità”

Il proprietario Davide Crivellaro racconta i segreti del ristorante: «Il nome? In dialetto significa “persona semplice e spontanea”»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Curiosità, empatia, tradizione e qualità: sono queste le basi su cui si fonda la Piccola Osteria “Zemian”, ristorante apprezzato da turisti e modenesi, che mette in primo piano l’eccellenza della cucina locale e l’ospitalità. Il locale, a pochi passi da Piazza Roma, in via Fonte d’Abisso, è stato inaugurato nel 2020, non senza qualche difficoltà, come ci ha raccontato il proprietario dell’Osteria, Davide Crivellaro: «Ho comprato l’attività durante la crisi del Covid, e mi dispiaceva vederla chiusa, ma la “krisis” può anche rappresentare un nuovo inizio, così il 30 settembre ho deciso di aprire e, nonostante gli ostacoli iniziali, i ritmi non troppo frenetici dovuti al momento storico hanno permesso a me e alle persone con cui lavoro di affrontare i primi mesi con più calma, cosa non scontata nel nostro mestiere».

«Mi piace dare da mangiare»

La selezione ampia e assortita di piatti e vini tipici attinge direttamente dalle nostre radici culturali. «La passione per il vino e la ristorazione – prosegue Crivellaro – mi hanno spinto a dar vita ad un locale in cui le persone possano respirare l’atmosfera di Modena, calorosa e genuina, attraverso l’esperienza del cibo; la tradizione secondo me è un valore fondamentale, e la scelta del nome “Zemian”, riferito al nostro territorio e al significato di “persona semplice e spontanea” che assume in dialetto, ne è la dimostrazione», sottolinea. L’osteria presenta pochi coperti, motivo per cui è conveniente prenotare con largo anticipo, ma le dimensioni ridotte «aiutano a creare un legame tra chi offre e chi riceve. In tutti gli ambiti lavorativi, soprattutto nel nostro, sono indispensabili la filantropia e l'empatia, che nascono dalla capacità e dalla volontà di ascoltare. Mi piace dare da mangiare alle persone, penso sia qualcosa di estremamente intimo che ti consente di instaurare una connessione forte in un momento per loro importante, cioè l’ora della pausa dal lavoro o da qualsiasi altro impegno».

Dalla nonna ai vip

La scelta di inserire un numero esiguo di tavoli dipende anche dalla concezione del lavoro, non troppo ossessiva secondo il proprietario: «So che molti vorrebbero sentirsi dire che il locale è tutta la mia vita, ma non è così – ammette Crivellaro con onestà – ho tante passioni, dal teatro allo sport, e le dimensioni ridotte del luogo mi consentono di avere sempre un po’ di tempo di riserva, una via di fuga. Se in futuro dovessi accorgermi di non poter dare più nulla alla mia attività, con questa disposizione avrei la possibilità di fermarmi senza grosse conseguenze».

Crivellaro, tra le altre cose, ha ricordato il suo percorso di studi al liceo classico Muratori e al Conservatorio, ma soprattutto il rapporto con la nonna, prezioso sia per gli insegnamenti in cucina che per quelli di vita: «Sono stato cresciuto da mia nonna, che, quando faceva i tortellini e la sfoglia, mi teneva di fianco a lei; cucinava per tutti, e quello era il modo per dimostrarci il suo affetto. Questo elemento mi è rimasto ancora adesso: nutrire prima di tutto attraverso un sentimento, una volontà, ancor prima che attraverso il cibo».

Infine, non potevamo non domandare se l’osteria avesse mai ospitato qualche personaggio di spicco. La risposta ci ha lasciati piuttosto sorpresi: «Abbiamo ormai delle presenze costanti, come Serena Dandini, e altri tra giornalisti, scrittori, cantanti lirici. Durante le riprese del film su Enzo Ferrari alcuni interpreti, tra cui Shailene Woodley, si sono fermati da noi. Anche Lilli Gruber ci aveva chiamato, ma purtroppo i posti erano finiti...».

Liceo Wiligelmo Classe 4H

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google