Cannabis e legalizzazione: restano posizioni distanti
Ma c’è chi la auspica con un rigido controllo dello Stato
MODENA. Se a differenza di qualche decennio fa il solo nominare una droga, leggera o pesante che fosse, era un tabù, oggi è diventato un argomento centrale nel dibattito politico e sociale.
Già da qualche anno, sempre più paesi, anche europei, stanno rinnovando le proprie leggi, interrogandosi sui possibili benefici economici e sui rischi per la salute che porterebbe la legalizzazione della cannabis.
Una soluzione?
Abbiamo intervistato i modenesi per sapere che cosa ne pensano riguardo una questione da anni sempre più complessa e problematica: il consumo di cannabis e i diversi aspetti sanitari, economici e politici legati ad esso. Secondo alcuni cittadini, la cannabis andrebbe legalizzata, in quanto la legalizzazione rappresenterebbe uno strumento sia per disincentivare l’utilizzo di questa droga tra i più giovani sia come possibile soluzione ai problemi legati allo spaccio di essa, come la dilagante criminalità.
Loredana Greco afferma: «Non sono d’accordo sul fatto che legalizzarla sia un promuoverne l’utilizzo, penso anzi che sia il contrario. La sostanza legale attira meno i giovani, non rappresenta quel pericolo che si cerca. Se resta illegale incentiva i giovani e finisce molto più nelle mani del mercato nero, facilitando il fatto che ci giri della criminalità. Il fatto di legalizzarla, con dei limiti imposti a livello statale, potrebbe anche controllarla e renderla più sicura».
Altri invece parlano di quelli che potrebbero essere i benefici economici: la tassazione della cannabis legale potrebbe far sì che ci siano nuove entrate per lo Stato, da investire poi in settori per la comunità, come la sanità. A tal proposito, un passante del mercato Albinelli, Giorgio Amaldi, sostiene: «Se fosse legale lo Stato potrebbe giovare di benefici economici. I soldi ricavati dalle tasse sulla cannabis potrebbero essere investiti in servizi utili, invece di lasciare tutto nel mercato nero».
Un rischio?
Non mancano le posizioni opposte al consumo di cannabis e soprattutto alla legalizzazione di essa. Una parte di cittadini crede che legalizzare una droga del genere potrebbe rappresentare un importante rischio per i più giovani, con gravi ripercussioni a livello fisico e mentale. Una signora, Maria Colombini, sostiene: «Sono assolutamente contraria all’utilizzo di droghe, men che meno a legalizzarle. Queste sono sostanze che rovinano la vita ai giovani ed è giusto che lo stato ne vieti la circolazione, non vuol dire niente che sia leggera, la droga è droga, e per me resterà un no». Alcuni cittadini, invece, si collocano in una posizione intermedia, favorevoli a una legalizzazione solo se accompagnata da norme rigide, una campagna di informazione e limiti chiari sul consumo.
Un intervistato, che ha preferito rimanere nell’anonimato, sostiene: «Io non faccio uso di queste sostanze; se ci vuole una legalizzazione che ci sia, ma è necessario che sia presente una responsabilità da parte dei ragazzini che le comprano, di chi le vende, che si facciano un esame di coscienza e capiscano cosa stanno per consumare. Io sono anche d’accordo, ma solo a patto che ci sia un rigido controllo sulla cannabis da parte dello Stato». La legalizzazione della cannabis resta pertanto una questione intricata.
*studentesse del Liceo Wiligelmo, classe 4H
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