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Piacere, Ryon: «Quando le rime possono abbattere i pregiudizi»

di Xenia Borovicova, Grace Colli, Hiba El Kidaoui, Hamza Merahi e Marika Pagano*
Piacere, Ryon: «Quando le rime possono abbattere i pregiudizi»

Il giovane rapper modenese racconta la sua passione: «Una forma d’espressione spesso liberatoria»

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MODENA. Perché il rap crea divisioni tra le generazioni? Dalle strade del Bronx alla provincia di Modena, il rap è da sempre un modo diverso di raccontare la realtà in cui viviamo. In questo articolo vogliamo esplorare come questo genere musicale influenzi ciò che ci circonda.

Spesso criticato dal mondo adulto, il rap contribuisce a creare una barriera di pregiudizi che allontana le generazioni. Molti lo descrivono come un genere superficiale e violento, ma per altri rappresenta una vera e propria valvola di sfogo: un mezzo per raccontare la propria realtà e sentirsi compresi attraverso le rime. Per conoscere meglio questo mondo, abbiamo deciso di intervistare Ryon, un rapper emergente nato e cresciuto a Modena. Attraverso le sue parole cercheremo di capire cosa si nasconde dietro le rime e perché questa musica rappresenta, per noi, un importante canale di espressione.

Al giorno d'oggi la società ci pone di fronte a numerose critiche riguardo al significato dei testi delle canzoni rap, spesso associate a un’influenza negativa sui giovani. Tu cosa ne pensi e che messaggio vuoi trasmettere?

«Penso che sicuramente i ragazzi possono essere influenzati in parte da alcuni testi, ma non credo che questo sia l’obiettivo. I rapper usano la musica, una forma d’arte, come una tela su cui dipingere il proprio passato e raccontare agli ascoltatori la realtà dalla quale provengono e sono usciti o comunque dalla quale stanno cercando di emergere. É semplicemente una forma d’espressione, spesso liberatoria che permette di sfogare difficoltà e esperienze vissute nel corso della vita».

Invece cosa vuoi trasmettere nei tuoi testi? E che messaggio vuoi far arrivare ai ragazzi che ti ascoltano?

«Vorrei spronare i ragazzi ad essere motivati a fare sempre di più, a prendere la propria vita in mano, non essere schiavi del sistema e avere una vita ordinaria, ma a uscire fuori dagli schemi che impone la società. Noi rapper la definiamo “MOTION”, ovvero la capacità di essere diversi dalla massa, saper cogliere le occasioni e, se non si hanno, di crearsele, in sostanza essere sempre attivi».

Dalle tue parole emerge quanto la musica sia un modo per essere se stesso, differenziandosi dalla massa. Per questo abbiamo chiesto cosa direbbe a chi sogna di intraprendere la sua stessa carriera. Se un giovane volesse intraprendere un percorso simile al tuo che consigli gli daresti per affrontare le critiche sociali?

«Consiglierei di vivere per se stessi , prendere decisioni che ci rendano felici senza lasciarci condizionare dagli altri, purché siano coerenti col percorso che vorremmo intraprendere e utili alla nostra crescita».

Avendo parlato del suo pensiero sulle critiche che vengono fatte al rap , del suo percorso personale e dei consigli dati ai giovani non abbiamo potuto fare a meno che chiedergli se i suoi genitori lo abbiano incoraggiato nella sua scelta di vita. Quindi, hai ricevuto un sostegno economico ed emotivo da parte della tua famiglia per il tuo percorso?

«I miei genitori mi hanno sempre sostenuto: se non economicamente, emotivamente ci sono sempre stati. Mi hanno supportato fin dall’inizio e sono stati i primi a credere in me e lo fanno tutt’ora, per questo li ringrazio infinitamente».

Alla conclusione del nostro colloquio, Ryon ci ha lasciati con un incoraggiamento: “State freschi!”. Per concludere, il rap non è solo un genere musicale, ma un vero e proprio strumento di espressione capace di dare voce a storie, emozioni ed esperienze spesso trascurate. Attraverso le parole di Ryon abbiamo capito come la musica possa diventare un mezzo per raccontare la realtà sociale di oggi.

La musica infatti permette di trasformare difficoltà in opportunità e di trovare un proprio posto nel mondo andando oltre ai pregiudizi.

*Liceo A. Venturi, classe 4I

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