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Scuola 2030

Affettività e sessualità nelle scuole: «Non sia più un tabù»

di Angelica Leonora Anile, Erika Cannavò, Gracia Colli, Alice Pellacani e Jilliene Faith Yambao*
Affettività e sessualità nelle scuole: «Non sia più un tabù»

Le opinioni dei cittadini intervistati dagli studenti: «Per sentirci tutti più consapevoli e rispettati»

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MODENA. Come vivono l’affettività i cittadini di Modena? Lo abbiamo chiesto a un campione eterogeneo di giovani, adulti e famiglie, raccogliendo opinioni e testimonianze su relazioni, dipendenze emotive e difficoltà nel costruire legami stabili.

A offrire uno sguardo più ampio sono anche i peer educator e gli operatori del CEIS, che lavorano quotidianamente sul territorio a contatto con le fragilità relazionali. Dal confronto tra le esperienze personali e l’osservazione professionale emerge un bisogno condiviso di educazione emotiva, ascolto e spazi di dialogo. Tra i corridoi del nostro liceo Venturi si parla spesso di forme e linguaggi, ma raramente ci fermiamo a riflettere su come diamo forma alle nostre emozioni.

Come studenti, sentiamo che l’educazione sessuale e l’affettività non possono più essere argomenti tabù o lasciati al caso. Per questo abbiamo deciso di uscire dal guscio della teoria e raccogliere testimonianze dirette, cercando di capire cosa serva davvero per sentirci consapevoli e rispettati.

Un percorso ricco di difficoltà

Nelle strade di Modena, quando si parla di affettività e sessualità, sono tutti d'accordo, per affrontare queste tematiche si son sempre riscontrate difficoltà: «Per via dei tabù», dice per esempio Marialuisa Nordi, 60 anni, la stessa cosa vale per l'efficacia e l'utilità dell'insegnamento sulla questione, dove sia Loredana Pelusi e Paul Moore, entrambi dell'età di 70 anni, rispondono in tono convinto: «Certamente sì».

È emersa infatti la totale approvazione degli intervistati sull'importanza dell’istruzione su questi temi, che pensano sia da promuovere; Roberto Napoli di 67 anni, aggiunge: «È da incentivare, si deve portare rispetto per l'altro sesso». Risulta inoltre che la prevenzione sia il primo passo. La signora Nordi sostiene infatti che «parlare di gestione delle emozioni sia l'inizio per poter continuare a parlare del resto», mentre alla domanda cosa consiglierebbe ai giovani sulle relazioni, risponde: «Imparare ad ascoltare».

Ecco, dunque, tutte le testimonianze che abbiamo raccolto. Maurizio Dori, 69 anni, è favorevole ad introdurre l’educazione affettiva e sessuale nella scuola: «È importante per un genitore che i propri figli capiscano cosa sia la sessualità e che affrontino i problemi che potrebbero nascere». Valeria Giorgio, 27 anni: «Quando ho fatto io il liceo non se ne parlava abbastanza, ma si iniziava a parlare delle diversità di genere. Secondo me per aumentare la prevenzione sarebbe giusto fare dei corsi riguardanti l’affettività per sensibilizzare sull’argomento. Non c’è abbastanza prevenzione tra i giovani».

La prospettiva degli studenti

Abbiamo anche chiesto a due studentesse Francesca e Kira: «C’è troppo imbarazzo tra i giovani a parlarne e viene visto come uno scherzo». La 25enne Elena Massalongo ha espresso un forte assenso all’insegnamento di queste tematiche: «L’educazione sesso-affettiva è da incentivare non solo nelle scuole superiori, ma anche alle medie e scuole elementari, in quanto contribuisce a prevenire violenze e abusi, aiutando i giovani a conoscere il proprio corpo e a costruire relazioni sane».

Dalle parole di Elena emerge un grande problema: «Tra i giovani d’oggi non è presente una corretta conoscenza sulla sessualità e affettività: i femminicidi e le gravidanze adolescenziali testimoniano che si parla poco di queste tematiche, pertanto non è presente una corretta gestione delle proprie emozioni». Alcuni intervistati hanno inoltre fornito dei consigli ai giovani che si approcciano alle loro prime relazioni sentimentali: secondo Jacopo Maringola, uno studente 18enne, «è importante cercare tempo per sé stessi ed essere indipendenti dal proprio partner. Riguardo alla sfera sessuale, consiglio di non affrettare i tempi: la decisione di avere un rapporto deve essere presa quando ci si sente pronti».

Secondo Shaina Camoratti, invece, «fiducia e comunicazione devono essere la base di una relazione sentimentale». Le domande sulla possibile esistenza del rapporto di amicizia tra uomo e donna, al giorno d’oggi, hanno generato risposte simili: Elena Massalongo ritiene che «attualmente è cambiata la concezione che aveva la generazione precedente alla nostra: l’amicizia tra uomo e donna può esistere senza che questa per forza sfoci in un’attrazione».

Le parole di Jacopo confermano, in parte, questa visione attuale: «Penso che l’amicizia tra uomo e donna sia possibile, anche se a volte questo legame non è completamente puro in quanto può partire da un interesse amoroso».

Grazie alle testimonianze personali degli intervistati è stato possibile evincere l’estrema rilevanza che l’educazione sessuale e affettiva possiedono al giorno d’oggi.

*studentesse del Liceo Venturi, classe 4I

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