Gazzetta di Modena

Modena

Scuola 2030

Il laboratorio di teatro in un Corni che cambia

di Sumeye Gumus e Hiba Robaa*
Il laboratorio di teatro in un Corni che cambia

La linea del rispetto reciproco, gruppi di lettura e progetti sulla legalità

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MODENA. Dimenticate per un attimo i titoli di cronaca e i post virali sui social. Se varchi oggi la soglia dell’Istituto Corni di Modena, oggi non trovi il “disagio” descritto da chi vuole stereotipare una scuola, ma una comunità che ha deciso di scommettere con coraggio e unione di intenti sul proprio futuro e su quello dei ragazzi più giovani.

Dagli school tutor alla rivoluzione interna

Per troppo tempo, l’immagine della scuola è stata circoscritta a singoli episodi negativi. Ma la realtà quotidiana, fatta di laboratori e impegno, racconta una storia diversa. «Quando si parla del Corni si parla solo degli episodi negativi, mai di quello che funziona», confessa con amarezza uno studente. Il peso del pregiudizio, infatti, è ancora piuttosto forte, eppure la maggior parte dei ragazzi qui ha un obiettivo chiarissimo: studiare, diplomarsi e costruirsi una strada. Prendiamo per esempio in considerazione il tema della sicurezza: è una questione di rispetto reciproco. La strategia per cambiare rotta è stata netta.

Da un lato, la presenza degli school tutor, figure viste positivamente dai ragazzi perché capaci di prevenire tensioni e intervenire con rapidità fuori dai cancelli. Dall’altro, una rivoluzione culturale interna guidata dalla dirigenza: oggi l’Ipsia Corni non finisce più sulle pagine dei giornali soltanto per fatti spiacevoli grazie a un ambiente che ha messo al centro la cultura del rispetto reciproco. La vera lotta all’abbandono scolastico si combatte trasformando le aule in spazi vivi. Il pomeriggio, i corridoi si animano con laboratori di teatro, gruppi di lettura e sperimentazioni tecnologiche. Non mancano i progetti sulla legalità e la lotta al cyberbullismo, dove gli studenti stessi diventano “peer-tutor”, pronti ad aiutare i propri compagni.

Essere parte di una realtà globale

E l’orizzonte non si ferma a Modena. Grazie ai programmi Erasmus e ai percorsi PCTO (l’ex alternanza scuola-lavoro, oggi diventata Fsl) in Italia e all’estero, i ragazzi del Corni si sentono parte di una realtà globale. L’ascolto, poi, ha grande valore. Il segreto di questa trasformazione? Il dialogo costante. Invece delle grandi adunate anonime, la scuola preferisce assemblee a piccoli gruppi per favorire un confronto diretto tra le classi e i rappresentanti d’istituto. La sicurezza, infatti, non nasce solo dai controlli, ma dall’ascolto. Si tratta di rafforzare un patto di fiducia che coinvolge tutti: professori, personale e soprattutto le famiglie, considerate il pilastro di una grande comunità che lavora per lo stesso traguardo.

Raccontare il Corni oggi significa guardare oltre il rumore della cronaca. Significa dare voce al lavoro silenzioso di centinaia di persone che, ogni mattina, scelgono di credere nel valore dell’educazione e dei legami umani.

*Liceo Venturi, classe 3H

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