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Lucia e il suo Vintage Groove: «Cerco soprattutto la qualità»

di Stella Molinari, Sonia Gabriela Pantiru, Madalina Axenti e Gloria Owusu Agyemang*
Lucia e il suo Vintage Groove: «Cerco soprattutto la qualità»

La titolare della bottega di abbigliamento nel centro di Modena: «Negli ultimi 2 anni l’attenzione dei modenesi verso l’usato è aumentata»

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MODENA. Il mercato dell'abbigliamento di seconda mano a Modena ha visto un incremento di interesse negli ultimi due anni, alimentato dalla ricerca di materiali pregiati come alternativa ai prodotti sintetici delle grandi catene.

Presso Vintage Groove, una bottega di abbigliamento vintage situata nel centro storico, l'esperienza di una commerciante locale offre una prospettiva reale sulle mutate abitudini d'acquisto. «Tutto – spiega la titolare Lucia – è partito da una passione profonda: mi ero affezionata tantissimo alle camicie di mia nonna, che amavo molto, e frequentavo assiduamente i mercatini dell'usato. Dopo dieci anni passati a lavorare come dipendente, ho sentito che era il momento di fare questo salto nel vuoto e aprire un'attività tutta mia dedicata all'abbigliamento vintage. Oggi, guardandomi indietro, posso dire di essere decisamente soddisfatta della scelta fatta».

«I giovanissimi si vedono raramente»

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare guardando le tendenze online, il pubblico è maturo. «La mia clientela principale è composta da persone che vanno dai trent’anni in su, arrivando tranquillamente ai sessanta», precisa l'esercente. «I giovanissimi si vedono ancora molto raramente tra queste pareti». L'attenzione dei modenesi verso l'usato è cresciuta solo di recente. «Cinque anni fa, quando ho iniziato a progettare l'apertura, c’era molto meno interesse rispetto a oggi», ammette. «Negli ultimi due anni l’attenzione è aumentata. La gente si sta finalmente rendendo conto che siamo pieni di vestiti e che, attraverso il recupero, riusciamo a dare una seconda vita a capi che hanno già una storia importante alle spalle. Forse la moda del momento passerà, ma spero sinceramente che resti l’idea della sostenibilità, ovvero il riutilizzo di capi acquistati magari sessant’anni fa che sono ancora perfetti».

Sulle motivazioni che spingono all'acquisto, Lucia è molto chiara: non è solo una questione di prezzo, ma di sostanza. «Penso che la spinta principale sia la ricerca del pezzo unico, ma anche e soprattutto della qualità», chiarisce. «In questi anni ho alzato notevolmente il livello dei materiali che propongo: cerco solo lana, seta e tessuti nobili. La moda veloce purtroppo ha ancora un enorme successo perché molti consumatori non si fermano a riflettere su cosa ci sia dietro un prezzo troppo basso o guardano esclusivamente al risparmio immediato. In quelle grandi strutture, il novanta per cento dei prodotti è fatto di plastica, di fibre sintetiche. Qui, con una spesa media assolutamente ragionevole, una persona può portarsi a casa un cappotto di vera lana che tiene caldo sul serio e che è destinato a durare per tutta la vita».

«I social influenzano al cento per cento»

Il peso delle tecnologie digitali resta comunque un fattore che condiziona i flussi di vendita. «Oggi le reti informatiche e le piattaforme social influenzano al cento per cento le scelte d’acquisto», conferma la titolare. «Probabilmente hanno aiutato a far crescere la tendenza del vintage, anche se non sono l’unico fattore in gioco. Quei pochi giovani che entrano qui spesso non hanno le idee chiare su cosa cercare, si lasciano ispirare e magari hanno un budget limitato, ma quando trovano l’oggetto che li colpisce davvero, capiscono che vale la pena investire in qualcosa di duraturo». L'intervista si chiude con una nota di realismo sulla salute del commercio locale.

«Se devo guardare al futuro dell'abbigliamento a Modena, onestamente al momento non vedo un panorama bellissimo», confida Lucia. «Ci sono purtroppo tante saracinesche che si abbassano e molti negozi storici che stanno chiudendo i battenti. La mia speranza è che il consumo si sposti sempre di più verso le piccole realtà indipendenti, verso l’artigianato e le botteghe del centro storico. Sono queste attività che mantengono viva l'anima della città».

*studentesse del Liceo Venturi, classe 3H

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