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Maya della Ferrari Academy: «Così seguo la mia passione»

di Rebecca Grillo, Carlotta Pepe, Marta Meschiari e Cecilia Masini*
Maya della Ferrari Academy: «Così seguo la mia passione»

La prima partecipante al progetto della Rossa incontra gli studenti del Corni

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MODENA. «Il talento deve esserci, ma a lungo termine diventa più importante il lavoro». Con queste parole Marc Gené, Responsabile Scuderia Ferrari Driver Academy, ha introdotto l’incontro con gli studenti degli istituti superiori modenesi, dedicato ai temi del talento, della passione e della perseveranza che occorre per esprimerli.

L’evento, ospitato al cinema Arena di Modena, ha visto protagonisti, oltre a Gené, anche Antonio Fuoco, fra i vincitori nel 2024 con la Ferrari della 24 ore di Le Mans e Maya Weug, prima donna a entrare a far parte della Ferrari Academy.

«Ho sempre fatto quello che mi piaceva»

La giovane pilota ha raccontato di non essersi mai soffermata troppo sul suo talento, ma di aver sempre seguito ciò che la rendeva felice: «Ho sempre fatto quello che mi piaceva, senza pensare troppo ai risultati, ma seguendo la mia passione».

«La mia passione è iniziata con un regalo di Natale» -ha raccontato Maya- quando a soli sette anni ha preso in mano il volante del kart regalatole in quell’occasione. Spinta dall’adrenalina e dalla competitività che la caratterizzano, Maya ha iniziato a gareggiare, e il suo talento l’ha portata a crescere, finché a 16 anni è entrata nella Ferrari Academy. «Faccio parte di questa famiglia da ormai 6 anni», ha raccontato, sottolineando quanto questo ambiente l’abbia aiutata a crescere, sia come pilota sia come persona. Come prima donna nella Ferrari Academy, Maya non si è mai sentita fuori luogo: «Per me era normale: già da quando giravo con i kart ero l’unica ragazza in pista. Ormai mi sono abituata: la pista è la mia casa e, quando mi allaccio il casco, mi sento solo pilota, non penso ad altro. Inoltre, ogni anno vedo sempre più ragazze che entrano nel mondo del Motorsport ed è bellissimo da vedere».

Il suo percorso l’ha portata a trasferirsi dalla Spagna all’Italia a soli sedici anni, scelta importante e occasione di crescita. «Per me non è stato per niente difficile trasferirmi, era chiaro ciò che volevo fare. Forse per i miei genitori è stato difficile lasciarmi andare, ma io ho fatto quello che mi piaceva di più». Durante l’incontro non sono mancate le domande degli studenti, anche sulle difficoltà che si possono incontrare nel conciliare vita pubblica e privata con i tanti viaggi dei piloti. «

«Girare non è un sacrificio»

Sì, giriamo tanto per il mondo, ma non è un sacrificio per noi perché facciamo ciò che ci piace di più. Io cerco di passare il tempo a casa con la mia famiglia e, quando li rivedo, ho sempre un mio posto: la mia casa», ha spiegato Maya. Il talento non è sufficiente per eccellere, ma sono fondamentali il lavoro, l’impegno e la costanza; perciò i piloti si allenano duramente per affrontare al meglio la gara, con preparazione atletica e simulatore. «La preparazione è fondamentale perché durante le gare, indipendentemente dalla loro durata, devi essere molto concentrato e focalizzato su ciò che stai facendo, perché ci sono molte cose da gestire contemporaneamente mentre guidi. Non puoi permetterti di essere stanco, ed è per questo che è importante allenarsi duramente». Durante l’incontro è emersa anche l’attenzione per l’allenamento mentale, ambito in cui Ferrari insiste molto, per gestire la competizione e l’ansia.

«È una cosa che si impara col tempo», ha affermato Maya. «Alla fine vai in gara e fai del tuo meglio, non puoi fare più di così. Sono importanti impegno e preparazione; se arrivi preparato e ti senti sicuro, l’ansia diminuisce».

Infine, ripensando alla sua prima gara, l’ha descritta con tre parole: «Adrenalina, libertà e velocità» emozioni che porta con sé a ogni competizione. L’incontro al cinema Arena di Modena ha lasciato un messaggio chiaro: il talento è importante, ma sono la passione, l’impegno e la costanza a fare davvero la differenza.

*studenti del Liceo Corni Scienze applicate, classe 3A

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