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Rossi (La Ducale): «Pensiamo al fotovoltaico»

di Matteo Baricchi, Alberto Giusti, Giulia Manzini, Stefano Muzzarelli, Matilde Rossi e Chiara Sagulo*
Rossi (La Ducale): «Pensiamo al fotovoltaico»

Gli studenti del Corni intervistano il titolare dell’impresa sui costi dell’energia

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MODENA. La seconda azienda che abbiamo incontrato opera in un settore completamente diverso rispetto a Ctb. Si tratta di Gastronomia La Ducale s.r.l. Ad accoglierci c’è Tiziano Rossi, titolare dell’impresa che da oltre 15 anni si occupa di rifornire con cibi freschi i banchi gastronomia di svariate attività alimentari della nostra regione e del Veneto. Anche questa realtà si trova a fare i conti con aumenti significativi dei costi energetici.

Rossi, partiamo dalle basi. Come definireste la vostra attività e quanto pesa l’energia nel vostro lavoro quotidiano?

«Anche per noi l’impatto è enorme, seppur in modo diverso. La nostra è un’attività che si basa su numerosi strumenti elettrici e a gas: l’impatto è inevitabile. Pensate a forni, celle frigorifere e abbattitori che devono restare accesi senza sosta per garantire la freschezza e la sicurezza dei cibi».

Passiamo al settore alimentare. Tiziano, quali sono i prodotti che hanno subito i rincari maggiori per voi?

«I numeri parlano chiaro. I prodotti congelati sono aumentati dell’1,5%, le verdure fresche fino al 2,5%. Anche i semilavorati hanno subito rincari. Abbiamo registrato rincari pesanti sia sulle materie prime che sui costi energetici per trasformarle».

Come avete reagito operativamente per non affondare sotto questi costi? Avete cambiato il modo di lavorare o i fornitori?

«Noi abbiamo dovuto fare scelte difficili sugli acquisti. Alcuni fornitori sono stati mantenuti, altri sospesi temporaneamente. Dipende dalla disponibilità e dalla varietà dei prodotti. Però, nonostante le difficoltà, non abbiamo voluto toccare l’offerta principale: alla domanda se abbiamo modificato il menù, la risposta è no, abbiamo già una vasta gamma di prodotti. Cambiare tutto richiederebbe troppe energie».

Il cliente finale come sta reagendo a questa situazione?

«Notiamo un grande cambiamento. Oggi il cliente finale è molto più attento alla spesa. Per questo stiamo pensando a nuove strategie di vendita: probabilmente punteremo di più su promozioni e sconti».

Guardiamo al futuro. Qual è la strada per uscire da questa crisi e restare competitivi?

«Anche noi stiamo valutando il fotovoltaico. Sarebbe una sicurezza energetica in caso di nuove crisi globali. Inoltre, nel nostro campo, è fondamentale continuare a cercare nuove tendenze e tecnologie; il mercato è cambiato: i gusti sono sempre più di nicchia e i prodotti devono essere pratici, veloci e adatti a tutti».

Le due aziende hanno un messaggio comune: in un contesto economico instabile come quello attuale, le Pmi devono sapersi adattare rapidamente, innovare e trovare nuove soluzioni. La crisi energetica e la guerra hanno messo a dura prova il sistema, ma hanno anche evidenziato la capacità di resilienza delle imprese locali.

*studenti del Liceo Corni, classe 3D

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