Don Zeno, via alla causa di beatificazione
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Via libera alla causa di beatificazione di don Zeno Saltini, il carpigiano, fratello di Mamma Nina, fondatore della comunità di Nomadelfia. La notizia è stata accolta con grandissimo favore da parte della comunità cattolica carpigiana. Primo tra tutti il vescovo Elio Tinti il quale si è detto «favorevolmente colpito dalla decisione».
La Conferenza episcopale che ha dato il via alla causa di beatificazione di don Zeno, è quella toscana. Il sacerdote infatti, dopo avere lasciato Fossoli, si trasferì con la sua comunità in un’area nella provincia di Grosseto.
La notizia è stata diffusa al termine della riunione svoltasi, nei giorni scorsi, presso il convento dei padri Passionisti di Monte Argentario. Nella nostra città l’informazione si è diffusa velocemente ed è stata accolta con entusiasmo dagli ambienti religiosi. «Ho appreso con gioia questa buona notizia - ci ha detto il vescovo, monsignor Tinti -: è il primo passo di un iter molto lungo e speriamo che arrivi alla conclusione nella maniera migliore».
Anche don Claudio Pontiroli, parroco di Quartirolo, è felice. Il sacerdote ha infatti un rapporto particolare con Nomadelfia: regolarmente aiuta i giovani di quella comunità negli esercizi spirituali.
«Significa ancora una volta - dice entusiasta don Claudio - che il Signore ha avuto un occhio d’attenzione per la nostra città che conta anche altre cause di beatificazione già avviate».
Ricordiamo infatti che anche per la sorella di don Zeno, Mamma Nina, è in corso l’istruttoria ecclesiastica. Altre cause recenti di beatificazione sono quella di Odoardo Focherini, che salvò centinaia di ebrei dalla deportazione, e della maestra Albertina Violi Zirondoli, focolarina.
Bellissima infine la testimonianza di don Ivo Silingardi, fondatore del Centro Nazareno di viale Peruzzi, che ha conosciuto personalmente don Zeno. «Causa di beatificazione? - dice con tanta energia l’inossidabile sacerdote - C’era da aspettarselo. Don Zeno aveva una personalità poliedrica capace di vivere e operare negli svariati settori della vita umana. In tutto il suo comportamento ha fatto risaltare alcuni punti fermi, ben precisi, quasi da codice genetico: una fede cattolica indiscutibile; una generosità senza limiti, una fiducia quasi temeraria nell’aiuto divino».
Poi don Ivo si abbandona ai ricordi: «Se don Zeno aveva mille lire in tasca, anche se gli servivano, li dava volentieri a chi ne avava più bisogno. A tavola chiamava spesso e volentieri barboni incontrati sulla strada».

La Conferenza episcopale che ha dato il via alla causa di beatificazione di don Zeno, è quella toscana. Il sacerdote infatti, dopo avere lasciato Fossoli, si trasferì con la sua comunità in un’area nella provincia di Grosseto.
La notizia è stata diffusa al termine della riunione svoltasi, nei giorni scorsi, presso il convento dei padri Passionisti di Monte Argentario. Nella nostra città l’informazione si è diffusa velocemente ed è stata accolta con entusiasmo dagli ambienti religiosi. «Ho appreso con gioia questa buona notizia - ci ha detto il vescovo, monsignor Tinti -: è il primo passo di un iter molto lungo e speriamo che arrivi alla conclusione nella maniera migliore».
Anche don Claudio Pontiroli, parroco di Quartirolo, è felice. Il sacerdote ha infatti un rapporto particolare con Nomadelfia: regolarmente aiuta i giovani di quella comunità negli esercizi spirituali.
«Significa ancora una volta - dice entusiasta don Claudio - che il Signore ha avuto un occhio d’attenzione per la nostra città che conta anche altre cause di beatificazione già avviate».
Ricordiamo infatti che anche per la sorella di don Zeno, Mamma Nina, è in corso l’istruttoria ecclesiastica. Altre cause recenti di beatificazione sono quella di Odoardo Focherini, che salvò centinaia di ebrei dalla deportazione, e della maestra Albertina Violi Zirondoli, focolarina.
Bellissima infine la testimonianza di don Ivo Silingardi, fondatore del Centro Nazareno di viale Peruzzi, che ha conosciuto personalmente don Zeno. «Causa di beatificazione? - dice con tanta energia l’inossidabile sacerdote - C’era da aspettarselo. Don Zeno aveva una personalità poliedrica capace di vivere e operare negli svariati settori della vita umana. In tutto il suo comportamento ha fatto risaltare alcuni punti fermi, ben precisi, quasi da codice genetico: una fede cattolica indiscutibile; una generosità senza limiti, una fiducia quasi temeraria nell’aiuto divino».
Poi don Ivo si abbandona ai ricordi: «Se don Zeno aveva mille lire in tasca, anche se gli servivano, li dava volentieri a chi ne avava più bisogno. A tavola chiamava spesso e volentieri barboni incontrati sulla strada».
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