L’ingresso di Lanfranchi il 14 marzo
Davide Berti
Fissata la data d’insediamento: attesi oltre 5mila fedeli, cerimonia in piazza Duomo. Il nuovo vescovo: «I giovani sono la vera ricchezza». Da decidere il luogo della cerimonia: attesi cinquemila fedeli, il Duomo è piccolo
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MODENA. L’ingresso a Modena del nuovo vescovo Antonio Lanfranchi sarà la quarta domenica di Quaresima, il 14 marzo, la domenica detta “Laetare”, ovvero la domenica del gaudio dove i sacerdoti indossano i paramenti sacri rosa e non viola. Ancora da decidere se sarà il Duomo ad ospitare la celebrazione: sono attesi 5mila fedeli e quindi si potrebbe optare per piazza Grande.
MODENA. Sono giorni febbrili in Curia. La chiesa di Modena è in fermento, dopo l’annuncio di mercoledì, per il saluto a monsignor Cocchi e l’ingresso del nuovo vescovo Antonio Lanfranchi. Molto emozionante sarà la cerimonia del patrono prevista per domenica: nel giorno di San Geminiano Benito Cocchi leggerà la sua lettera di commiato, toccando i punti cardine del suo servizio per la chiesa modenese durato 14 anni.
E dopo la festa del 31 gennaio si comincerà a pensare all’arrivo del nuovo vescovo: il giorno prescelto è il 14 marzo, una domenica particolare che precede la Pasqua. Si tratta, infatti, della domenica “Laetare”, ovvero la domenica del gaudio: è quella domenica, la quarta di quaresima, dove si abbandona il viola e anche i paramenti sacri diventano utilizzati sono rosa. Non è una scelta casuale: oltre ad avere un significato religioso permetterà ad Antonio Lanfranchi di preparare con qualche giorno di anticipo le celebrazioni pasquali, dalla Domenica delle Palme alla Settimana Santa. Il nuovo vescovo pare che arriverà a Modena con un paio di parenti stretti che da sempre lo hanno seguito nella sua missione di sacerdote tra la gente, vivendo al suo fianco.
Intanto oggi ci sarà la riunione del collegio dei consultori, gli otto sacerdoti della diocesi eletti all’interno del collegio presbiterale che eleggeranno, con voto a scrutinio segreto, l’amministratore di questo periodo di interregno. Il nome, secondo buon senso, sarà quello di monsignor Paolo Losavio, attuale vicario generale.
Mercoledì pomeriggio, invece, si è tenuto il primo incontro dopo la nomina tra monsignor Cocchi e monsignor Lanfranchi. A Cesena Cocchi è stato accompagnato dal vicario generale monsignor Paolo Losavio, dal vicario episcopale e rettore del seminario monsignor Sergio Casini, dal cerimoniere e parroco di Sant’Agnese monsignor Luigi Biagini, dal parroco del Duomo don Rino Annovi e dal segretario di Cocchi don Franco Silvestri. Un incontro molto caloroso, così come sarà calorosa la sua accoglienza a Modena. Si attendono 5mila fedeli e, nonostante il clima del periodo non sia una garanzia, si sta valutando di celebrare comunque la cerimonia in piazza Grande, «tra la gente», come Lanfranchi ha detto per salutare la sua fresca nomina a vescovo di Modena.
MODENA. Sono giorni febbrili in Curia. La chiesa di Modena è in fermento, dopo l’annuncio di mercoledì, per il saluto a monsignor Cocchi e l’ingresso del nuovo vescovo Antonio Lanfranchi. Molto emozionante sarà la cerimonia del patrono prevista per domenica: nel giorno di San Geminiano Benito Cocchi leggerà la sua lettera di commiato, toccando i punti cardine del suo servizio per la chiesa modenese durato 14 anni.
E dopo la festa del 31 gennaio si comincerà a pensare all’arrivo del nuovo vescovo: il giorno prescelto è il 14 marzo, una domenica particolare che precede la Pasqua. Si tratta, infatti, della domenica “Laetare”, ovvero la domenica del gaudio: è quella domenica, la quarta di quaresima, dove si abbandona il viola e anche i paramenti sacri diventano utilizzati sono rosa. Non è una scelta casuale: oltre ad avere un significato religioso permetterà ad Antonio Lanfranchi di preparare con qualche giorno di anticipo le celebrazioni pasquali, dalla Domenica delle Palme alla Settimana Santa. Il nuovo vescovo pare che arriverà a Modena con un paio di parenti stretti che da sempre lo hanno seguito nella sua missione di sacerdote tra la gente, vivendo al suo fianco.
Intanto oggi ci sarà la riunione del collegio dei consultori, gli otto sacerdoti della diocesi eletti all’interno del collegio presbiterale che eleggeranno, con voto a scrutinio segreto, l’amministratore di questo periodo di interregno. Il nome, secondo buon senso, sarà quello di monsignor Paolo Losavio, attuale vicario generale.
Mercoledì pomeriggio, invece, si è tenuto il primo incontro dopo la nomina tra monsignor Cocchi e monsignor Lanfranchi. A Cesena Cocchi è stato accompagnato dal vicario generale monsignor Paolo Losavio, dal vicario episcopale e rettore del seminario monsignor Sergio Casini, dal cerimoniere e parroco di Sant’Agnese monsignor Luigi Biagini, dal parroco del Duomo don Rino Annovi e dal segretario di Cocchi don Franco Silvestri. Un incontro molto caloroso, così come sarà calorosa la sua accoglienza a Modena. Si attendono 5mila fedeli e, nonostante il clima del periodo non sia una garanzia, si sta valutando di celebrare comunque la cerimonia in piazza Grande, «tra la gente», come Lanfranchi ha detto per salutare la sua fresca nomina a vescovo di Modena.
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