All’asta i tesori del crac Guru
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Uno degli immobili all'astaCase di lusso con piscina in provincia e a Parma, il primo lotto di immobili all’incanto in aprile. Ecco l’elenco di tutti i beni di Matteo Cambi e dei suoi familiari. La lista completa nel sito fallimentojamsession.it
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CARPI. Il Tribunale di Parma ha fissato per il prossimo 21 aprile l’asta giudiziaria di alcuni immobili di Matteo Cambi, l’industriale carpigiano già titolare del marchio Guru fallito nel luglio 2008. Un crac da 120 milioni di euro per cui fu condannato insieme con la madre e il patrigno per bancarotta fraudolenta. Intervistato dal settimanale “L’Espresso” racconta del lancio del suo nuovo marchio “Freee” (intestato ad altra persona).
Andrano all’incanto i primi dieci lotti immobiliari appartenuti a lui e alla sua famiglia e messi a disposizione del fallimento stesso poco prima di essere processati.
Matteo Cambi, la madre Simona Vecchi e il patrigno Gian Luca Maruccio De Marco, ex titolari di Jam Session, erano finiti in manette, poi agli arresti domiciliari e infine processati e condannati con patteggiamento a 3 anni e 11 mesi a testa nel maggio dello scorso anno.
Il patteggiamento è stato reso possibile dal fatto che i tre accusati di bancarotta fraudolenta, hanno transato i propri beni a favore della curatela fallimentare per un totale di circa 60 milioni di euro su un buco che è andato oltre i 120. Matteo Cambi, la madre e il patrigno possedevano diverse società a loro intestate, tramite le quali acquistavano oggetti di lusso per uso personale, orologi e case da favola, senza contare il tesoretto di denaro liquido o investito.
Quelli che andranno all’asta - per prenderne visione, data la consistenza dei beni immobiliari, è stato creato il sito www.fallimentojamsession.it - non sono che una parte di un elenco lunghissimo che comprende, oltre alle abitazioni a Parma, immobili in altre località italiane.
E’ infatti lunga la lista di beni che verranno messi in vendita con le relative valutazioni, tutti soldi che serviranno per risarcire almeno in parte i creditori.
Si parte dai circa 2 milioni di euro che verranno versati direttamente da conti correnti dei falliti a cui si aggiungono un dedalo di conti bancari in cui sono depositate assicurazioni vita “Arca” che vanno da un importo di 256 euro fino a superare i 45 mila per un totale approssimativo vicino ai 210 mila euro. Il denaro liquido veniva conservato in alcuni conti correnti bancari, uno di 530 mila euro, mentre vi è un importante pacchetto titoli che da solo vale 454 mila euro.
Fra le cifre importanti vi è anche la partecipazione nella società “Mdm” che vale 3,14 milioni di euro. Tutte le somme verranno cedute a Gino Cappello, curatore del fallimento Jam Session.
Un capitolo a parte meritano le abitazioni che i tre ex titolari avevano acquistato e, una volta sequestrate dalla Guardia di Finanza di Bologna su ordine della Procura, andranno anch’esse a risarcire i fornitori raggirati.
La lista degli immobili all’asta inizia dall’appartamento in cui viveva Matteo Cambi, 605 metri quadrati su tre livelli. Palestra, bagno e lavanderia al terzo piano di palazzo Carmi in via Farini a Parma, salotto, soggiorno, sala pranzo, cucina e bagno al piano successivo per chiudere con il sotto tetto in cui trovano posto un bagno, la stanza benessere e la camera da letto famosa per avere la piscina incorporata. Compresa la cantina, la valutazione è di 1,72 milioni di euro a cui si aggiungono 80mila euro per l’autorimessa sempre in via Farini. Nello stesso edificio, ma con ingresso sul retro, la famiglia di Cambi possedeva tre monolocali e due autorimesse, che al momento risultano valere in tutto 675mila euro.
La lista non finisce qui perché oltre all’albergo Moderno di Parma valutato 5 milioni di euro, vi sono molte altre proprietà che finiranno all’asta. La villa su tre piani di viale Campanini sempre nella città Ducale, vanta 732 metri quadrati abitabili cui si aggiungono la taverna da 96 metri quadrati e il giardino di 930. Otto camere in tutto, cinque bagni, due soggiorni, uno studio, un salotto e qualche vano adibito a ripostiglio per un totale di 2,8 milioni di euro.
E ancora: i tre ex titolari possedevano sempre a Parma un appartamento del valore di 155mila euro, alcuni in una via semi-centrale per 180mila euro, uno in borgo Onorato da 75mila euro, un paio in borgo Scoffone per 260mila euro in totale, uno in via Vernazzi per 573mila euro e due in strada Repubblica, il cui valore nominale è di 900 mila euro ma il cui usufrutto vale 492 mila euro.
Si aggiungono anche altre proprietà di una società in mano a Maruccio De Marco come un appartamento in via Strada Nuova del valore di 145mila euro, più due capannoni per 1,5 milioni.
Il vasto pacchetto di immobili esce però anche dai confini parmensi. Matteo Cambi, madre e patrigno, possedevano infatti due appartamenti a Reggio Emilia valutati 300 mila euro e altre abitazioni a Carpi per circa 560 mila euro. Un affare la villa su due piani di Forte dei Marmi a un chilometro dal mare: 2930 metri quadrati di giardino e quasi mille metri abitabili, valore 3,8 milioni tondi.
Andrano all’incanto i primi dieci lotti immobiliari appartenuti a lui e alla sua famiglia e messi a disposizione del fallimento stesso poco prima di essere processati.
Matteo Cambi, la madre Simona Vecchi e il patrigno Gian Luca Maruccio De Marco, ex titolari di Jam Session, erano finiti in manette, poi agli arresti domiciliari e infine processati e condannati con patteggiamento a 3 anni e 11 mesi a testa nel maggio dello scorso anno.
Il patteggiamento è stato reso possibile dal fatto che i tre accusati di bancarotta fraudolenta, hanno transato i propri beni a favore della curatela fallimentare per un totale di circa 60 milioni di euro su un buco che è andato oltre i 120. Matteo Cambi, la madre e il patrigno possedevano diverse società a loro intestate, tramite le quali acquistavano oggetti di lusso per uso personale, orologi e case da favola, senza contare il tesoretto di denaro liquido o investito.
Quelli che andranno all’asta - per prenderne visione, data la consistenza dei beni immobiliari, è stato creato il sito www.fallimentojamsession.it - non sono che una parte di un elenco lunghissimo che comprende, oltre alle abitazioni a Parma, immobili in altre località italiane.
E’ infatti lunga la lista di beni che verranno messi in vendita con le relative valutazioni, tutti soldi che serviranno per risarcire almeno in parte i creditori.
Si parte dai circa 2 milioni di euro che verranno versati direttamente da conti correnti dei falliti a cui si aggiungono un dedalo di conti bancari in cui sono depositate assicurazioni vita “Arca” che vanno da un importo di 256 euro fino a superare i 45 mila per un totale approssimativo vicino ai 210 mila euro. Il denaro liquido veniva conservato in alcuni conti correnti bancari, uno di 530 mila euro, mentre vi è un importante pacchetto titoli che da solo vale 454 mila euro.
Fra le cifre importanti vi è anche la partecipazione nella società “Mdm” che vale 3,14 milioni di euro. Tutte le somme verranno cedute a Gino Cappello, curatore del fallimento Jam Session.
Un capitolo a parte meritano le abitazioni che i tre ex titolari avevano acquistato e, una volta sequestrate dalla Guardia di Finanza di Bologna su ordine della Procura, andranno anch’esse a risarcire i fornitori raggirati.
La lista degli immobili all’asta inizia dall’appartamento in cui viveva Matteo Cambi, 605 metri quadrati su tre livelli. Palestra, bagno e lavanderia al terzo piano di palazzo Carmi in via Farini a Parma, salotto, soggiorno, sala pranzo, cucina e bagno al piano successivo per chiudere con il sotto tetto in cui trovano posto un bagno, la stanza benessere e la camera da letto famosa per avere la piscina incorporata. Compresa la cantina, la valutazione è di 1,72 milioni di euro a cui si aggiungono 80mila euro per l’autorimessa sempre in via Farini. Nello stesso edificio, ma con ingresso sul retro, la famiglia di Cambi possedeva tre monolocali e due autorimesse, che al momento risultano valere in tutto 675mila euro.
La lista non finisce qui perché oltre all’albergo Moderno di Parma valutato 5 milioni di euro, vi sono molte altre proprietà che finiranno all’asta. La villa su tre piani di viale Campanini sempre nella città Ducale, vanta 732 metri quadrati abitabili cui si aggiungono la taverna da 96 metri quadrati e il giardino di 930. Otto camere in tutto, cinque bagni, due soggiorni, uno studio, un salotto e qualche vano adibito a ripostiglio per un totale di 2,8 milioni di euro.
E ancora: i tre ex titolari possedevano sempre a Parma un appartamento del valore di 155mila euro, alcuni in una via semi-centrale per 180mila euro, uno in borgo Onorato da 75mila euro, un paio in borgo Scoffone per 260mila euro in totale, uno in via Vernazzi per 573mila euro e due in strada Repubblica, il cui valore nominale è di 900 mila euro ma il cui usufrutto vale 492 mila euro.
Si aggiungono anche altre proprietà di una società in mano a Maruccio De Marco come un appartamento in via Strada Nuova del valore di 145mila euro, più due capannoni per 1,5 milioni.
Il vasto pacchetto di immobili esce però anche dai confini parmensi. Matteo Cambi, madre e patrigno, possedevano infatti due appartamenti a Reggio Emilia valutati 300 mila euro e altre abitazioni a Carpi per circa 560 mila euro. Un affare la villa su due piani di Forte dei Marmi a un chilometro dal mare: 2930 metri quadrati di giardino e quasi mille metri abitabili, valore 3,8 milioni tondi.
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