L'assoluzione di Raffaele Diana
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Raffaele Diana Sotto i riflettori i mandanti del caso Pagano
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Il boss del Clan dei Casalesi Raffaele Diana, detto "Rafilotto", è stato assolto- per non aver commesso il fatto dall'accusa di essere il mandante e l'ideatore della spedizione punitiva ai danni dell'imprenditore edile Giuseppe Pagano. L'imprenditore, che con la sua azienda da molti anni lavora nella provincia di Modena, era stato gambizzato in pieno giorno in un cantiere di Riolo dove stava svolgendo i lavori con la sua impresa edile. Una punizione esemplare, si era detto, all'imprenditore che aveva denunciato il Clan. Che servisse da monito anche agli altri potenziali "ribelli" che volessero seguire l'esempio di Pagano e denunciare le vessazioni dei camorristi. Nel 2008, con il rito abbreviato, furono condannati quali esecutori materiali dell'agguato cinque uomini del Clan: Antonio Noviello, Claudio Virgilio, Enrico Diana - nipote del boss Raffaele Diana - Giuseppe e Rodolfo Spatarella. Dall'arresto degli esecutori si sviluppó un'appendice, un procedimento teso a scoprire i mandanti e gli ideatori della gambizzazione dell'imprenditore. Il livello superiore del Clan fu individuato in Raffaele Diana, in quel periodo latitante, Luigi e Vincenzo Noviello, Felice Pagano, Armando Abbatiello e Carmine Cavaliere. Gli avvocati scelsero il rito abbreviato davanti al Gup. Nonostante le prove insufficienti, il processo è andato avanti. La settimana scorsa la sentenza. Tutti assolti, tranne Carmine Cavaliere per il quale il guidice ha confermato l'accusa - contestagli dal pm della distrettuale antimafia di Bologna - di favoreggiamento aggravato per avere agevolato un'organizzazione mafiosa. Cavaliere avrebbe ospitato uno degli esecutori, ma la difesa, ha dichiarato l'avvocato Domenico Ippolito, ricorrerá in appello. Durante l'udienza è stato sentito anche il boss ergastolano Raffaele Diana. Si è dichiarato estraneo alla vicenda. E anche l'imprenditore vittima avrebbe dichiarato di non conoscere l'identitá dei mandanti.
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