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Il patron di Esselunga citato in giudizio da Mario Zucchelli

Sentenza su "Falce e carrello": Caprotti assolto in primo grado

Pier Luigi Salinaro

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 Il libro "Falce e Carrello", scritto dal patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, non diffama Coop Estense e il suo ex presidente, Mario Zucchelli. È quanto emerge dalla sentenza del tribunale Civile di Milano sulla causa milionaria intentata dal colosso di via Virgilio.  Coop Estense, ritenendosi diffamata nel volume pubblicato nel 2007, chiedeva un risarcimento di un milione di euro alla cooperativa e di 100mila euro al suo presidente. La parte del libro al centro della vicenda è quella dedicata a Coop Estense e al suo presidente Zucchelli, dove si racconta del centro commerciale Grandemilia, dell'area di via Canaletto e di quelle di Vignola e Spilamberto. Per il giudice non si evidenzia alcuna dolosa o colposa alterazione dei fatti storici riportati e le valutazioni critiche espresse non si traducono in un attacco gratuito all'immagine di Coop Estense e della persona fisica del suo presidente Mario Zucchelli. Coop e Zucchelli, invece, avevano chiesto al Tribunale di Milano di ordinare il ritiro del libro dal commercio e la distruzione di tutte le copie giá distribuite dall'editore "Marsilio" e di condannare Caprotti ed Esselunga al risarcimento danni.  In particolare il giudice spiega nella propria sentenza: «Deve escludersi che il testo, nel suo complesso e per la genericitá dei numerosi argomenti trattati nonché per lo stile utilizzato, abbia avuto l'intento di fornire una rigorosa cronaca degli eventi che hanno interessato direttamente e indirettamente la vita dell'imprenditore Caprotti che, senza alcuna dissimulazione, ne ha proposto una lettura personale offrendo un giudizio orientato e che ben puó essere percepito dai lettori come distinto dai fatti così richiamati in funzione della tesi prospettata e anticipata in prefazione. La controversia... attiene esclusivamente alla verifica dell'operativitá del diritto di cronaca». Il giudice poi spiega come nella parte del libro contestato da Coop Estense, Caprotti abbia utilizzato un linguaggio e toni «seppur a tratti sentiti (in sostanza politicamente scorretti, ndr) questi termini sono usati per vivacizzare le vicende racontate».  Tutte le richieste di Coop Estense sono state rigettate, compresa quella del presidente, che si riteneva diffamato anche a livello personale. Assolti anche i coautori di "Falce e Carrello" e la casa editrice Marsilio.  Da parte sua Coop Estense in un comunicato esterna stupore per la sentenza «in quanto i medesimi fatti avevano giá costituito oggetto di una sentenza con condanna di Esselunga. Coop Estense si riserva di analizzare le argomentazioni utilizzate dal Giudice e procederá in appello nei confronti della sentenza».

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