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L’odissea alla Cnh Modena per 80 lavoratori imolesi

L’odissea alla Cnh Modena per 80 lavoratori imolesi

Ora l’azienda non rinnova l’impegno per garantire il trasporto quotidiano Incontro in Regione per una soluzione. Il sito produttivo bolognese resta chiuso

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Il gruppo Fiat continua a fare discutere. Non bastano l’incertezza sul futuro produttivo di Maserati e le iniziative di lotta della Ferrari per le vicende del contratto. Questa volta la cattiva sorte tocca anche agli 80 lavoratori della Cnh di Imola che hanno avuto la sorte di essere trasferiti e assunti negli stabilimenti modenesi della Case New Holland di via Pico della Mirandola e del quartiere San Matteo, scampando a un futuro di cassa integrazione o peggio di licenziamento. Questi lavoratori devono percorrere chilometri dalla zona di Imola a Modena prima di arrivare in fabbrica e, quel che è peggio, oggi è anche a rischio la copertura economica per la trasferta che da due anni li vede protagonisti.

A fine anno, infatti, l’azienda è in procinto di non rinnovare l’impegno in base al quale forniva il trasporto giornaliero con corriera privata: tre viaggi al giorno (alle 4.30, alle 6.30 e alle 12.30) del costo complessivo di 500 euro ogni andata e ritorno. Motivo? Questi ottanta lavoratori imolesi non risultano formalmente in organico alla Cnh di Imola e dunque il loro contratto di lavoro non prevede alcun onere per l’azienda circa il servizio di trasporto. Giovedì scorso l’incontro in Regione tra sindacati, rappresentanti della Provincia e della Regione e la direzione Cnh, finalizzato ad affrontare il tema del trasporto.

«Abbiamo riscontrato la disponibilità da parte dell’azienda ad affrontare il problema – riferisce Stefano Pedini, segretario della Fiom/Cgil di Imola – Dal canto loro, le istituzioni si sono riservate di fare ulteriori verifiche, pur sottolineando la difficoltà economica causata dai tagli. Il confronto riprenderà non appena avremo ulteriori elementi».

Ma sul tavolo della discussione non c’è solo il capitolo trasporto, ma questioni determinanti per il futuro dei lavoratori imolesi della Cnh, ovvero il progetto di riconversione dello stabilimento imolese.

I colleghi modenesi hanno dimostrato sempre grande solidarietà verso lo stabilimento gemello, ma è evidente che non tutti potranno essere inglobati a Modena. La Fiom di Imola, dunque, continua a sollecitare il rispetto degli impegni assunti sulla riconversione dello stabilimento Cnh di Imola. «Che fine hanno fatto i progetti sulla riconversione dello stabilimento? – chiede Pedini - Il tempo è scaduto: chiediamo a tutte le istituzioni locali, provinciali e regionali di impegnarsi per trovare risposte concrete che possano garantire la ricollocazione dei lavoratori in cassa integrazione e scongiurare la definitiva scomparsa dal territorio di un sito produttivo che occupava oltre cinquecento persone».

Attualmente in cassa integrazione ci sono 124 dipendenti su 149 di cui 2 garantiscono la manutenzione all’interno dello stabilimento di Imola, 17 sono in trasferta presso altri stabilimenti e altri 6, in sospensione dalla cigs, lavorano in altre aziende.

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