Addio Alida Chelli Carpi ricorda la “sua” regina del musical
L’attrice è scomparsa per malattia all’età di 69 anni Sul set come nella vita fu compagna di tante celebrità
È scomparsa Alida Chelli, attrice del cinema, del musical e del varietà, molto nota negli anni Sessanta e Settanta. Carpigiana, è deceduta a 69 anni in una clinica romana in seguito a un male incurabile.
A Carpi c’è ancora chi ricorda quella «bellissima coppia» passeggiare per le vie del centro. Erano gli inizi degli anni ’70 e Alida Chelli era la moglie di Walter Chiari. La popolare attrice, nata in città, era figlia di Carlo Rustichelli, popolare compositore di colonne sonore. Da tempo era malata di cancro. La famiglia del musicista aveva una casa in via Trento Trieste e sia per il Maestro, sia per sua figlia, nonostante fossero “emigrati” a Roma, tornare frequentemente a Carpi era la norma.
«Ricordo - dice il prof. Giuseppe Codeluppi, docente al liceo e lontano parente della famiglia Rustichelli - di avere visto Alida con Chiari nel parchetto dietro il teatro comunale. Amavano passeggiare per la città e in quell’occasione entrarono nella chiesa della Sagra, per una visita». Sembrano ormai lontani anni luce quegli anni in cui Alida Chelli era all’apice del successo. L’artista carpigiana è stata prima di tutto una grande protagonista della rivista e del musical, forse «la più grande di tutte», come ricorda oggi un altro suo ex, Pippo Baudo, nel ruolo di Rosetta nel Rugantino di Garinei e Giovannini che interpretò nel 1978 accanto a Montesano. Dal padre Carlo, a cui il Comune di Carpi nel 2004 in occasione della sua morte ha dedicato l’auditorium dell’ex convento di San Rocco, aveva ereditato la grande passione per la musica. In effetti Alida conobbe il successo per la prima volta nel 1959 con un film di Pietro Germi “Un maledetto imbroglio”, nel quale cantava un brano scritto dal padre, “Sinnò me moro”, con una interpretazione che le valse notorietà e applausi. «Era bravissima e fu un successo enorme», ricorda oggi Baudo che l’amò dopo Walter Chiari e dopo il conte Agusta (con il quale la Chelli si era risposata dopo il fallimento della sua prima unione) e che condivise con lei una lunga stagione di vita. Numerose anche le apparizioni nel varietà in tv, da “Il signore delle 21”, su Rai1 nei primi anni ’60 con Ernesto Calindri, Carlo Dapporto ed Erminio Macario, a “Ci pensiamo lunedì” con Renzo Montagnani e Ric e Gian, su Rai2 all’inizio degli anni ’80, a “GB show numero uno”, sempre negli anni ’80 e su Rai2, con Gino Bramieri e Baudo. Già negli anni Novanta il ritiro dalle scene, dopo qualche ultima incursione in tv, che l’ha vista protagonista con Gianfranco D’Angelo della sitcom di Canale5 “Casa dolce casa”. Gli ultimi anni, complice la malattia con il suo carico di sofferenze, sono stati molto difficili per la Chelli: «Ha sofferto tantissimo», racconta commosso Baudo. Vicino a lei, fino all’ultimo, il figlio Simone Annicchiarico.
