I rintocchi del campanile sono diventati tecnologici
MARANELLO. «Il parroco è in Terrasanta, quindi ho dato io l’annuncio, tra una messa e l’altra». A parlare è il diacono Giuseppe della parrocchia di San Biagio, la chiesa più nota nella patria del...
MARANELLO. «Il parroco è in Terrasanta, quindi ho dato io l’annuncio, tra una messa e l’altra». A parlare è il diacono Giuseppe della parrocchia di San Biagio, la chiesa più nota nella patria del Cavallino. L’“annuncio” è quello più atteso dopo ogni gara del Mondiale di Formula Uno: le campane a festa per tutte le vittorie della Ferrari. Non accadeva da dodici gran premi, tanti quanti le Rosse sono rimaste a secco con la vittoria e lo scorso anno si sono viste sfilare un titolo che, ad un certo punto, sembrava già nelle mani di Alonso. Una tradizione iniziata con Don Belloi, poi proseguita con Alberto Bernardoni e ripresa da don Claudio Arletti, e che con il tempo si è evoluta. Infatti, oggi non c’è più alcuna corda da tirare, solo un più tecnologico pulsante, che si aggiunge al tradizionale coro delle campane. «Prima (i tifosi, ndr) venivano qui a festeggiare - racconta il diacono Giuseppe - ora vanno più spesso al Museo della Ferrari». Forse per non «disturbare il momento religioso» con la pura felicità sportiva. Magari «le domeniche pomeriggio - quando cioè la stagione della Formula Uno arriverà in Europa - manifesteranno anche qui». Cittadini di Maranello, ma non solo. Già domenica «c’erano tanti turisti a messa», forse giunti anche per il Gran Premio (o almeno per conoscere meglio il mondo della Ferrari). A Maranello si augurano che possano tornare ancora, e festeggiare anche nelle domeniche che verranno. (g.f.)
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