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La Miroslawa è tornata libera

La Miroslawa è tornata libera

Katharina, ballerina dello Shilling condannata per omicidio, ora è un’altra donna

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È entrata in un bar per dissetarsi propri mentre una tv, mandando in onda il Tg, parlava di lei, e così camerieri ed avventori, rimasti di stucco, l’hanno riconosciuta. Nulla di imbarazzante per Katharina Miroslawa e per chi l’ha riconosciuta. Solo un momento di stupore ma poi la giornata è proseguita tra mille cose da fare, guardando al futuro, e nello stupore della condizione di cittadina libera a tutti gli effetti.

Miroslawa ha attraversato in vaporetto il Canale della Giudecca, dove ha casa, è scesa alle Zattere, in zona San Basilio, e poi ha dedicato tutta la giornata a «fare carte» per avere i documenti, carta d’identità e passaporto, per muoversi il più liberamente possibile. Ha ricevuto decine di telefonate che chiedevano interviste. Poi sono arrivate quelle dei talk show che la invitavano a delle trasmissioni: ha ringraziato, ma ha preso tempo. Il suo programma immediato - appena la carte saranno pronte - è quello di andare qualche giorno a Vienna per stare in famiglia, poi è già pronto uno spazio protetto, a Salò sul Lago di Garda, dove concludere e affinare la stesura del suo libro.

Miroslawa, oggi 51enne, fu condannata in via definitiva nel febbraio di vent'anni fa a 21 anni e mezzo di reclusione perché ritenuta mandante dell' omicidio dell'amante, l'industriale Carlo Mazza, avvenuto a Parma nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1986. I 2 si erano conosciuti e frequentati allo Shilling's, il celebre night modenese di via Cantelli oggi chiuso. Il movente del delitto: intascare e spartire un miliardo di lire, la somma dell'assicurazione che l'imprenditore aveva stipulato a suo favore. Latitante per sette anni, fino all'arresto avvenuto a Vienna il 3 febbraio 2000, la ex ballerina polacca ha trascorso dodici anni di carcere alla Giudecca di Venezia e uno in affidamento ai servizi sociali.

Ora Miroslawa intende quindi tornare a Vienna e dare alle stampe un libro per ribadire la propria innocenza - "Delitto di Carnevale" - scritto con Rody Mirri, produttore che la conobbe alcune settimane dopo l'omicidio e diventò il suo manager. La donna, che non ha mai smesso di sperare in una revisione del processo dato che ha sempre sostenuto che il delitto fu compiuto per gelosia dall'ex marito, Witold Kielbasinski, condannato a 24 anni, uscito dal carcere nel 2007 e da allora tornato a vivere in Polonia. Lui stesso ha cercato più volte di scagionarla, inutilmente. Alla Giudecca, nel frattempo, Katharina si è diplomata tecnico dell'abbigliamento e della moda con un punteggio di 93/100, ha anche disegnato capi venduti in un negozio veneziano. Dall'estate 2012 vive in un appartamento, sempre nella zona della Giudecca, ma deve rispettare obblighi come il divieto di lasciare Venezia, e da due anni studia filosofia teoretica, una scelta che rientra in un percorso di fede cominciato da anni e che nel 2006 l'aveva tra l'altro portata ad ottenere il sacramento della cresima. La Miroslawa ha anche due figli: Niki, 33 anni, avuto da Witold, che vive ad Amburgo e sei anni fa le ha dato un nipote, e una ragazza oggi ventenne nata durante la latitanza. Si chiama Katharina come lei, riferivano le cronache all'epoca dell'arresto, aggiungendo che il padre è un parmigiano, un suo "grande amore".

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