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Un Treno per Auschwitz 2014/ Da Carpi un viaggio per non dimenticare - DIARIO DI VIAGGIO - FOTO/1 - FOTO/2

Un Treno per Auschwitz 2014/ Da Carpi un viaggio per non dimenticare - DIARIO DI VIAGGIO - FOTO/1 -  FOTO/2

Torna il tradizionale appuntamento per cinquecento studenti modenesi Visiteranno i campi di concentramento in Polonia grazie alla Fondazione Fossoli

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Dalla stazione di Carpi a quella di Plazow, in Polonia, in un tragitto lungo 24 ore. È l’istantanea dell’iniziativa “Un treno per Auschwitz”, il progetto, organizzato dalla Fondazione Fossoli, rivolto ai ragazzi delle scuole superiori che intendono condividere un viaggio “nella memoria e per la memoria”. Un’iniziativa che si propone di accompagnare i giovani in un percorso attraverso gli orrori dell’Olocausto, diviso tra visite dettagliate ai luoghi simbolo dello sterminio nazista - quelle “industrie della morte” rappresentate dai campi di concentramento non troppo distanti da Cracovia - e ampi momenti di rielaborazione sul tema. «Anche quest’anno - spiega Marzia Luppi, direttrice della Fondazione - il numero di studenti si è grossomodo confermato». Saranno otre 500, infatti, gli alunni provenienti da tutte le scuole superiori della provincia modenese che prenderanno parte all’iniziativa, che prende avvio nella mattinata odierna per concludersi domenica pomeriggio. Un successo che non deve essere dato per scontato. In tempi di crisi, infatti, «ci sono questioni economiche che sempre più pesano sul viaggio». Un’altra variabile potenzialmente negativa, in questo senso, è poi data dal periodo del viaggio, che negli ultimi due anni si svolge non più in gennaio ma durante i mesi primaverili. Sempre più vicino alla fine dell’anno scolastico. «Una scelta - commenta Luppi - che non dipende da noi, e che è diretta conseguenza delle condizioni del trasporto». Trenitalia, infatti, a causa di questioni tecniche non garantisce più l’utilizzo dei treni Charter. La Fondazione non ha così avuto altra scelta che rivolgersi all’estero, alle ferrovie tedesche. Le quali, però, chiedevano prezzi proibitivi per i primi mesi invernali. Da un lato «dispiace, perché in questo modo manchiamo la data simbolo del 27 gennaio - Giorno della Memoria - Dall’altro, però, il cambiamento porta anche qualche beneficio: le giornate sono più lunghe, e stiamo più volentieri all’aria aperta». Al netto delle difficoltà, l’accoglienza comunque positiva da parte dei ragazzi diventa sintomo di «un’esigenza che ancora sale dalla scuola e dal mondo dell’educazione in generale». Il Treno della Memoria rappresenta infatti, nelle parole di Luppi, la possibilità di collegare “il momento di formazione teorica, comunque imprescindibile, all’esperienza diretta sul campo”. Sul treno e nei momenti liberi i ragazzi avranno la possibilità di seguire un laboratorio di fotografia e uno di scrittura. Quest’ultimo in particolare - tenuto da due “presenze storiche” quali Paolo Nori e Carlo Lucarelli - è divenuto un vero e proprio “must” del progetto. Senza dimenticarsi del concerto di Cisco - anche lui un vero e proprio veterano - e delle conferenze degli esperti, introdotte nelle ultime edizioni ma subito accolte con entusiasmo dai ragazzi. Insomma, il treno porta in dote un bagaglio di esperienza ben rodato. Che quest’anno, alla luce del decimo anniversario dell’iniziativa, assume un significato particolare. L’intenzione degli organizzatori, infatti, è quella di aprire una riflessione sull’intero progetto.

Marcello Radighieri

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