Case e fisco, boom di evasione
Accertamenti dell’Agenzia delle Entrate su segnalazioni dei Comuni, a Modena record negativo
Poveri per il fisco italiano ma ricchi possidenti di beni al sole, case e negozi e a volte anche decine di appartamenti in un colpo solo. Quest’anno però l’estendersi delle segnalazioni dei Comuni e il lavoro dell’Agenzia delle Entrate ha portato alla scoperta di enormi patrimoni di ricchezza tanto nascosta quanto goduta senza pagare un centesimo.
Una prova? La piccola Formigine è la seconda città a livello regionale, subito dopo Bologna, quanto a somme già incassate per l’evasione accertata. Se nel capoluogo regionale sono arrivati 1.4 milioni di maggiori entrate, nel paese attraversato dalla via Giardini sono arrivati, in contanti e pronta cassa, ben 864.886 euro. Più in generale è la provincia di Modena, con tutti i Comuni coalizzati per scovare entrate fiscali sinora nascoste, ad aver totalizzato il record regionale degli evasori scoperti.
Quindi i 47 Comuni tra Secchia e Panaro con Modena compresa, sono al quinto posto (su 155) per numero di segnalazioni ma al primo assoluto per quanto riguarda sia le maggiori imposte accertate.
Basti dire che Formigine, Maranello e Soliera - da soli - superano la riscossione di Bologna, ovvero 1 milione e 520 mila euro contro il milione e 428 mila del capoluogo. Fate voi le debite proporzioni come peso economico e numero di abitanti.
Ma non è finita qui.
L’attivismo degli enti locali, si scopre scorrendo le cifre pubblicate, è per così dire una variabile indipendente dalla grandezza e dell’importanza del paese. Non è affatto detto che città più importanti siano più attrezzate o documentate o desiderose di toccare certi interessi. Al tempo stesso gli exploit di piccoli Comuni come quelli modenesi, uno per tutti quello di S. Cesario, non è affatto detto che sia figlio dell’attività di spionaggio degli 007 del fisco locale. Soliera ad esempio supera Carpi negli incassi: 261 mila euro contro 190 mila anche se ha un quarto degli abitanti.
In cinque anni l'Agenzia delle Entrate ha incassato, grazie alle segnalazioni dei Comuni, circa 22 milioni di imposte non versate. Sono questi i risultati della collaborazione fra Agenzia Entrate e Anci (Associazione Italiana Comuni Italiani), cominciata nel 2009.
Sono aumentati gli accertamenti su persone che avevano un tenore di vita di gran lunga superiore al reddito dichiarato: i Comuni se ne sono accorti e li hanno segnalati all'Agenzia. In tutto i 280 enti locali aderenti hanno consentito di accertare un'evasione di 70 milioni. Nell'anno in cui avviene il controllo è il Comune ad incassare i fondi dovuti.
La maggiore concentrazione di segnalazioni (circa la metà) riguarda le proprietà immobiliari, ovvero rendite catastali e affitti non dichiarati. Anche se i campi d'intervento più redditizi sono quello urbanistico e quelle sui finti poveri che girano su vetture di lusso da 50 mila euro in su. I Comuni riescono spesso a scoprire con maggiore precisione persone che risultano senza reddito ma vivono da nababbi. «Significativa - osserva l’Agenzia delle Entrate - anche l'evasione nel commercio e professioni».
La collaborazione Anci-Agenzia Entrate al momento ha dato i suoi frutti soprattutto in provincia di Modena, che guida la classifica con l'accertamento di 19 milioni di imposta evasa, davanti a Reggio Emilia e Bologna. Reggio Emilia è il Comune dove e' stata scoperta l'evasione maggiore.
«L’Emilia Romagna - sottolinea il direttore regionale dell'agenzia delle entrate Pierluigi Merletti - ha fatto scuola. Se nel 2009 praticamente la totalità degli accertamenti italiani in questo settore erano fatti in questa regione, negli ultimi anni molte altre regioni si sono attrezzate. Nel 2012 l'Emilia-Romagna è stata protagonista di circa la metà delle iniziative di questo tipo».