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Domenica si va tutti a piedi Unica deroga: le auto elettriche

Domenica si va tutti a piedi Unica deroga: le auto elettriche

L’area soggetta alla limitazione è la stessa dei giovedì antismog: il blocco dalle 9 alle 18 senza sosta Da venerdì a lunedì, invece, nell’area di via Paltrinieri alla Sacca si sperimenta la nuova “zona 30”

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La prima domenica d’aprile avrà come protagonisti assoluti pedoni e ciclisti. Dalle 9 alle 18 sarà vietata la circolazione a tutti i veicoli a motore, compresi i veicoli alimentati a Gpl, a metano, a diesel o a benzina (tutte le categorie euro), i veicoli ibridi, le pool car, i ciclomotori e i motocicli: via libera solo agli elettrici. Tutti fermi, nessuno escluso, anche gli euro 4 e i meno inquinanti.

L’area soggetta a limitazione è la stessa della manovra antinquinamento attuata nel periodo tra ottobre 2013 e marzo 2014. Anche i mezzi pubblici rispetteranno la domenica senz’auto: saranno infatti usati solo bus a metano o filobus. L’iniziativa è curata dal Comune di Modena, Multicentro ambiente e salute e Liberiamo l’aria, con la collaborazione di numerosi sponsor. I volontari dell’associazione “Vivere sicuri” aiuteranno la Polizia municipale nel fornire informazioni ai cittadini sulle limitazioni del traffico. Tante, articolate e gratuite le proposte nelle piazze e in vari angoli della città per chi vorrà muoversi e stare in compagnia durante l’arco della giornata festiva. Anche molte attività commerciali del centro storico, inoltre, saranno aperte.

È così che si fa un bilancio dell’attività antismog che anche quest’anno ha avuto nei giovedì il clou di una manovra che ancora stenta a trovare veri e propri risultati positivi: «In realtà ci sono, ma è chiaro che dobbiamo far seguire queste pratiche a comportamenti e scelte decise». Come quella della zona 30.

Dalle 14.30 di venerdì alle 18 di lunedì 7 aprile il quartiere Sacca sperimenterà le zone 30. L’iniziativa, che nasce da un'idea delle associazioni Ingegneria senza frontiere, CicloStile, Legambiente circolo “Angelo Vassallo”, con la partecipazione di Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento”, Reazione a Catena, tenta di riprodurre temporaneamente il progetto comunale delle zone 30 per studiare il comportamento degli automobilisti nel quartiere. Progetto che partirà con l’assegnazione dei lavori entro l’estate. Intanto si vedrà l’effetto che fa.

Le vie coinvolte dall’iniziativa sono via Paltrinieri, dove una deviazione di carreggiata (chicane) obbligherà le macchine a ridurre la velocità; l’incrocio tra via Pellico e via Don Monari e quello tra via Paltrinieri e via Maroncelli, nelle quali la risagomatura della geometria stradale indurrà gli automobilisti a ridurre la velocità di percorrenza dei due incroci evitando l'invasione della carreggiata opposta al senso di marcia; via Maroncelli che, attraverso un divieto di sosta temporanea, consentirà alle macchine provenienti da via Cassiani di affrontare la curva verso via Paltrinieri con un maggior spazio di manovra, evitando anche l'invasione della carreggiata opposta.

Nelle zone 30 gli automobilisti non possono superare il limite di 30 chilometri orari e per ridurre la velocità, oltre alla segnaletica, vengono installati manufatti che obbligano il veicolo a rallentare (dossi, chicane, restringimenti, piattaforme rialzate). «Ma non le bolle come quelle di via Emilia Po», chiarisce la Arletti.

«I dati statistici delle aree dove la riduzione è stata applicata dimostrano con evidenza che la riduzione della velocità consente il calo drastico di infortuni mortali e invalidanti», ha spiegato il dirigente del settore Pier Giuseppe Mucci. La velocità ridotta consente infatti a chi guida di vedere meglio e diminuisce la distanza di arresto con meno pericoli per chi va a piedi o in bicicletta. «Porta quindi a un miglioramento della qualità della vita urbana con una riduzione del rumore e delle emissioni inquinanti e maggiore sicurezza». È stato fatto anche l’esempio virtuoso di via don Minzoni, ma le file che ora si accumulano in quel tratto di strada fanno ben presto dimenticare che si sia trattato di un provvedimento positivo al cento per cento.

Zone 30 che certamente entreranno a far parte della realtà modenese: «Non è la prima e non sarà l’ultima - spiega l’assessore Arletti - perché nelle indicazioni sul nuovo Psc che sta elaborando l’assessore Giacobazzi saranno precisate quelle zone dove il provvedimento potrà essere messo in atto, esattamente come nel caso della Sacca, dove ci sono già state diverse assemblee coi cittadini».

Davide Berti

@dvdberti

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