Gazzetta di Modena

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Forte: «La cattiva eredità di Lamandini»

Forte: «La cattiva eredità di Lamandini»

Piovono critiche al bilancio comunale 2014 da parte della lista civica “Spilamberto Libera e Responsabile”, che candiderà a sindaco per le prossime elezioni comunali Maurizio Forte. «In questi giorni...

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Piovono critiche al bilancio comunale 2014 da parte della lista civica “Spilamberto Libera e Responsabile”, che candiderà a sindaco per le prossime elezioni comunali Maurizio Forte. «In questi giorni il sindaco Lamandini – spiega la lista - ha dichiarato di consegnare al suo successore un bilancio sano e alcuni cantieri di opere pubbliche aperti, che il nuovo sindaco si ritroverà dunque ad inaugurare. Più che di cantieri aperti, si tratta di patate bollenti che passano di mano al futuro sindaco: la nuova Ausl, con le ultime modifiche richieste, costerà ai cittadini quasi 3.000 euro al metro quadrato, e le dieci aule per la scuola sono ancora in attesa di un progetto credibile. La chiesa di Santa Maria degli Angioli non è certo un’eredità invidiabile, così come l’intricata vicenda Sipe che il nuovo sindaco, senza nessuna colpa, dovrà risolvere. Con una spesa corrente che non ha tenuto conto della crisi e non in linea con i minori trasferimenti in entrata dallo Stato, questa amministrazione quadra il bilancio aumentando le tasse comunali, portate al massimo delle aliquote: l’Imu al 10,6 per mille; l’addizionale comunale Irpef passa dallo 0,3% del 2009 allo 0,8%; la Tasi al 3,3 preleverà dalle tasche dei cittadini 730.000 euro. La tassa sui rifiuti è passata da 115,67 euro pro capite del 2009 a 137,93 euro del 2013, nonostante sia cresciuta la differenziata che produce materie prime per il gestore. I trasferimenti all’Unione Terre di Castelli passano la soglia dei 2.600.000 euro, con un aumento di 80.000 euro rispetto all’anno scorso, mentre a Savignano diminuiscono di 45.000 euro. Contemporaneamente aumentano anche i servizi pagati direttamente dai cittadini all’Unione, tanto che la mensa scolastica ha raggiunto il costo di 5,25 euro a buono pasto. Questa è la dimostrazione che l’Unione non è stata concepita per risparmiare sui servizi, e se questo era l’obiettivo è chiaramente fallito. Se anche la prossima amministrazione fosse targata Pd – conclude la lista Spilamberto Libera e Responsabile - si ripresenterebbero inevitabilmente gli stessi problemi dovuti all’acquisto di servizi esternalizzati a prezzi fuori mercato per mancanza di concorrenza e del conseguente aumento delle tasse ai cittadini». (m.ped.)