Le nuove biciclette e la “dimenticanza” del Novi Park
Presentato in grande stile come la novità dell’anno in termini ambientali. Ci può anche stare che il bike sharing, in una città moderna, assuma un ruolo importante, soprattutto verso le nuove...
Presentato in grande stile come la novità dell’anno in termini ambientali. Ci può anche stare che il bike sharing, in una città moderna, assuma un ruolo importante, soprattutto verso le nuove generazioni. Basta farlo funzionare nel migliore dei modi. Modena accetta la sfida, ma se la partenza è quella di ieri, appare un po’ in salita. E visto che nelle biciclette, sebbene nuove, non ci sono i rapporti per affrontare dei gran premi della montagna, era forse meglio, da subito, prevedere la cosa più logica: uno scambio di biciclette al Novi Park. Dopo tanto parlare e dopo tante trattative, questa poteva essere una prima soluzione, rapida ed intelligente, per venire incontro alle esigenze dei tanti modenesi e delle associazioni che hanno espresso dubbi sull’utilizzo del Novi Park come parcheggio del centro storico.
Sarebbe stato un servizio in più, e certamente anche molto apprezzato, per incentivare l’utilizzo del parcheggio e proporre soluzioni virtuose ai dipendenti e ai commercianti del centro storico.
La risposta dell’assessore Arletti è stata: «Questa è solo la partenza, non è detto che in futuro succeda. E al Novi Park ci sono già altri servizi, anche per le biciclette». Peccato che le biciclette siano quelle inamovibili, gialle, a ruota piena, ormai datate. Se davvero si vuole scommettere su quel parcheggio, servono servizi all’altezza. E questo lo sarebbe stato. Ancora una volta è stata persa una occasione. Un’occasione da due milioni di euro, che sono il costo del progetto sperimentale, finanziato dalla Regione, che partirà a Modena. (d.b.)