«Maserati, ritardo nei livelli produttivi dei modelli Alfa 4C»
La Fiom: «Dovevano essere 22 al giorno ma non è così» Oggi l’incontro per il rinnovo contrattuale del gruppo
Si terrà oggi l'atteso incontro tra i sindacati e il gruppo Fiat Chrysler. Al centro il rinnovo (per il biennio 2014-2015) del contratto nazionale specifico del gruppo, che interessa a livello nazionale circa 85mila lavoratori, di cui 5mila modenesi con i marchi Ferrari, Cnh e Maserati. Un incontro su cui la Uilm/Uil si era già espressa, minacciando iniziative di lotta in caso di posizioni ancora troppo distanti per arrivare alla chiusura della trattativa.
A quel tavolo la Fiom/Cgil non ci sarà, anche se proseguono i coordinamenti del sindacato e i tentativi di presentare all'azienda quella Carta rivendicativa del il sindacato delle tute blu Cgil sta “portando in giro” per le aziende, Fiat Chrysler compresa. E su quel rinnovo contrattuale la Fiom non si esprime, al contrario ne chiede la cancellazione. «Il contratto nazionale specifico del gruppo Fiat – spiega Simone Selmi, sindacalista della Fiom/Cgil di Modena, responsabile degli stabilimenti modenesi del gruppo Fiat – andrebbe senza dubbio cancellato. È necessario, invece, che i lavoratori abbiano un contratto che rientri, come per altre aziende, nel contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici. Mi meraviglia molto che la Uilm abbia fatto quel genere di proclama, ma dubito che si trasformerà in qualcosa di concreto».
Il messaggio, o meglio l'ultimatum, era stato lanciato da Rocco Palombella, segretario generale nazionale della Uilm/Uil, la scorsa settimana proprio da Modena, in occasione del congresso provinciale. «Se il primo aprile – erano state le sue parole – Fiat non si siederà al tavolo con la volontà di rinnovare il contratto procederemo con iniziative di lotta, a partire dal blocco degli straordinari e si aprirà una fase conflittuale». Una vera doccia fredda per Fiat da parte di un'organizzazione sindacale che – anche Palombella lo aveva rimarcato – aveva sempre preferito alla conflittualità dei percorsi di confronto e condivisione. Fiat dovrà ascoltarli. Anche per ciò che riguarda i nuovi modelli, che Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo, dovrà presentare a maggio. E qui entra in gioco Modena, perché la richiesta è che i nuovi modelli Maserati vengano prodotti anche a Modena, là dove il marchio è nato ed è conosciuto, e non solo a Grugliasco (nel Torinese), dove di fatto è nato il nuovo polo del lusso Maserati. E le preoccupazioni restano, perché l'Alfa 4C (ora prodotta nello stabilimento di viale Ciro Menotti a Modena) sembra non essere sufficiente. «L'annuncio – prosegue Selmi – era che entro aprile di quest'anno si dovessero produrre 22 Alfa 4C al giorno. Siamo ad aprile e quei numeri non sono per nulla rispettati. Siamo ancora lontani da quell'obiettivo. Ed è inutile dire che non abbiamo fiducia sul fatto che i nuovi modelli vengano prodotti a Modena. Maserati sembra sempre più puntare su Grugliasco. A Modena rimane l'Alfa 4C, i cui livelli produttivi sono ancora al di sotto delle aspettative».
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