«Pighi scivola sull’area E»
Gaetano Galli: «Crede di poter costruire dove non si può»
L’ambientalista Gaetano Galli, che con la sua denuncia sulla Gazzetta ha sollevato il caso chioschi, corregge il sindaco Giorgio Pighi che nei giorni scorsi per difendere la decisione di costruire i chioschi aveva spiegato: “La zona è edificabile di tipo E3 e consente appunto la realizzazione di chioschi”. «Quanto affermato non è purtroppo vero - controbatte Galli - In realtà la Zona è, sì classificata con destinazione urbanistica E3 dal Poc, ma con disciplina di utilizzazione del suolo delimitata da una linea verde continua e la sopradicitura in neretto Alb, che significa per il Rue: ville, giardini e parchi di notevole interesse. A peggiorare le cose, per il Sindaco Pighi, la sovrapposizione a questa linea verde Alb, di una linea puntinata Blu, con la dicitura in neretto S, che individua gli immobili tutelati dalla legge 22-01-2004, n.42». Galli prosegue spiegando che: «Per i parchi e i giardini di notevole interesse, è vigente la norma 13.21 del PSC-RUE., che dice: “È vietato l'inserimento di edifici in elevazione, consentendo solo l'inserimento di arredi e manufatti di servizio”, ove per manufatti di servizio, si intendono i gazebo ed i piccoli depositi per attrezzi in muratura. Ora occorre che il Sindaco Pighi, sia capace di dimostrare ai cittadini modenesi che il “chiosco” Lido park, con struttura in elevazione e fondazioni in cemento armato, di area pari a circa 220 mq. coperti, con una superficie pavimentata esterna di altri 450 mq. circa, con ristorante, pizzeria, tavola calda, gelateria per complessivi 350 posti a sedere, è un gazebo o un piccolo deposito di attrezzi non in muratura.
Parimenti, ci dovrà dimostrare sorretto e confortato dalla Soprintendente Paola Grifoni, che (art. 20 del D.Lgs.vo n. 42/2004), le opere già eseguite e quelle previste, (dalle reti per fognature, metano, acquedotto, impianti al trasporto alle discariche di ingenti quantità di terreno vegetale contenenti interi apparati radicali di alberi esistenti), non deteriorano, danneggiano e distruggono il bene culturale Parco della Rimembranza, ma soprattutto, che i 1800 posti a sedere previsti in tutta la catena di ristorazione insediata nel Parco storico, sono compatibili con il carattere storico ed artistico del Parco. Inoltre, togliendo una superficie a verde pari a circa il 25% delle aiuole allo stesso, con nuovo edificato e pavimentazione sulle aiuole dell'impianto originario storico del Parco, non si reca pregiudizio alla sua Conservazione. Ricordiamo infatti al nostro Sindaco Giorgio Pighi, che l'art. 20 già citato enuncia: Art. 20. Interventi vietati (D.Lgsvo n. 42./2004) 1. I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione».
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