Senato, duello Vaccari-Malavasi
C’è chi chiede una riforma più meditata e chi invita ad accelerare
Il senatore modenese del Pd Stefano Vaccari è uno dei firmatari e promotori del documento che raccoglie l'invito al confronto e a una maggiore cautela rivolto dal presidente Grasso in tema di riforma del Senato e che è stato sottoscritto da 25 senatori Pd. «Questi 25 senatori - spiega Vaccari - non sono certo persone che siedono a Palazzo Madama da svariate legislature e possono essere tacciate di rappresentare la casta. Sono persone responsabili, capaci di fare squadra». Nel documento, tra l’altro, i senatori scrivono: «Vogliamo dire con franchezza al premier Renzi che siamo pronti ad accettare la sfida e ad essere noi i protagonisti di un cambiamento epocale: superare il bicameralismo paritario e varare in tempi brevi un nuovo Senato. - spiegano. Per questo motivo gli ripetiamo l'invito di ascoltare le tante voci che invitano a non porre ultimatum sulla bozza che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare oggi. Non ci si chieda di essere esecutori cui non resta che alzare la mano in Aula. Si lasci la porta aperta a soluzioni migliorative Se sarà così noi confermiamo la disponibilità a metterci la faccia. Sentiamo la responsabilità di comunicare ai cittadini che la politica - Governo e Parlamento insieme - sa fare le riforme che servono al Paese semplificando e razionalizzando in primis le Istituzioni, risparmiando dove si può ma soprattutto rendendo più efficiente l'intera macchina dello Stato. A tutti, però, chiediamo di non banalizzare dipingendo come conservatori tutti coloro che fanno proposte e pongono dubbi nel metodo e nei contenuti».
Di parere diverso Demos Malavasi, presidente del consiglio provinciale, che invita ad accelerare, senza tentennamenti che gli italiani non capirebbero: «È ora di accelerare e non di frenare sulle riforme istituzionali. Dopo 30 anni di discussioni inconcludenti è urgente agire. Ce lo chiedono i cittadini. Ce lo richiede la gravità della crisi economica e della democrazia. - ci ha spiegato - Renzi propone un disegno di riforme che io condivido in pieno. Superamento delle Provincie e unioni e fusioni tra comuni. Superamento della elezione diretta del Senato e del bicameralismo per un Senato delle autonomie locali. Ridefinizione delle competenze tra Stato e Regioni. Riforma della Pubblica Amministrazione per semplificare e dare maggiore efficienza. Ci saranno resistenze fortissime al cambiamento da parte di uno schieramento variegato. Ma queste resistenze vanno isolate».
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