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«Azzerare l’estrazione di ghiaia»

«Azzerare l’estrazione di ghiaia»

Castelfranco. È la richiesta presentata dalla lista civica a Comune e Provincia

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CASTELFRANCO. «Azzerate l'estrazione di ghiaia a Castelfranco»: è la richiesta che la lista civica Frazioni e Castelfranco ha presentato la settimana scorsa a Comune e Provincia. Si sa che a Castelfranco le cave sono nervi scoperti, tanto da aver portato negli anni alla creazione di un comitato piuttosto agguerrito e con molto seguito, soprattutto a Piumazzo, la più interessata dalle escavazioni. «La scorsa settimana - ha spiegato Silvia Santunione, capogruppo della lista civica e candidata sindaco alle prossime amministrative - abbiamo presentato in Comune la richiesta di rivisitare il Piae, il piano provinciale che detta modi e soprattutto quantità degli scavi. La stessa richiesta l'abbiamo girata anche al presidente della Provincia, Emilio Sabattini, che dall'elezione a senatore di Stefano Vaccari ha anche la delega all’ambiente». Per Castelfranco la richiesta avanzata è semplice: «L'azzeramento dei quantitativi da scavare, perché questo è un territorio a forte vocazione agricola, estremamente sensibile e addirittura una zona di ricarica delle falde acquifere», ha continuato la Santunione. Che questa richiesta sia arrivata ora non è casuale, esiste una data che lista civica e comitato No Cave si sono segnati bene in rosso, il 16 marzo, ossia 5 anni dopo quello stesso giorno del 2009 in cui venne approvato il Piae, tuttora in vigore. «Nelle sue norme tecniche di attuazione - ha continuato la capogruppo - è previsto esplicitamente: a 5 anni dall'approvazione è obbligatorio mettere in campo una revisione. Lo chiediamo anche sulla base dell'esperienza di crisi di questi anni. Ci sono cave che addirittura non sono state nemmeno mai attivate», col mercato immobiliare in crisi e con lui la richiesta di inerti.Lo stallo del settore è tale che la scorsa estate, ha continuato la Santunione, «quest'amministrazione ha portato avanti gli atti per la concessione delle autorizzazioni a nuovi scavi, ma quando di recente abbiamo chiesto l'accesso agli atti per vedere a che punto si era abbiamo scoperto che 2 dei cavatori attivi a Castelfranco (il numero totale lo si conta sulle dita di una mano) che potrebbero continuare a scavare nelle loro cave sembrano intenzionati a non andare avanti, anzi. A questi se ne potrebbe poi aggiungere un terzo». Difficile anticipare cosa accadrà dopo una simile richiesta da parte della lista civica ma, ha concluso la Santunione, «la speranza è l'ultima a morire. Quando si parla di interessi così alti non dobbiamo lasciare nulla d'intentato. Negli anni a Castelfranco siamo passati da una situazione di terra di nessuno a una in cui le cave sono più controllate».

Andrea Minghelli

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