Con la “Shakespeare” Popular Kompany” in scena La Tempesta
VIGNOLA. Atteso doppio appuntamento al teatro Ermanno Fabbri stasera (alle 21) e domani (alle 15) dove la nuova e giovane compagnia Shakespeare Popular Kompany porterà lo spettacolo “La Tempesta” di...
VIGNOLA. Atteso doppio appuntamento al teatro Ermanno Fabbri stasera (alle 21) e domani (alle 15) dove la nuova e giovane compagnia Shakespeare Popular Kompany porterà lo spettacolo “La Tempesta” di William Shakesperae per la regia di Valerio Binasco. La compagnia si è prefissata dal suo esordio (2011) di mettere in scena un classico, con la motivazione di continuare ad offrire al pubblico grandi testi, in un momento in cui la crisi sta direzionando il teatro sempre di più verso la messa in scena di spettacoli di piccole dimensioni.
“La Tempesta” vedrà nel ruolo del protagonista, Prospero, lo stesso Valerio Binasco, pluripremiato sia come regista che come attore in più momenti di una carriera che spazia dal cinema agli spettacoli con Carlo Cecchi. «La Tempesta è uno dei testi più misteriosi e affascinanti del teatro mondiale. Gran parte del suo fascino dipende proprio dal suo mistero - commenta lo stesso Binasco nelle note di regia - Cercare il bandolo della matassa è inutile; è molto meglio puntare dritti al cuore della matassa, e perdersi. Qual è il cuore de La Tempesta? Per me è un dramma (malinconicamente) giocoso sulla fine della civiltà, sulla fine della vita e sulla fine delle cose in generale». Un nuovo allestimento di una delle pièce più magiche di Shakespeare, appartenente alla sua ultima fase creativa, quella dei “romances”, in cui rielabora in dimensione mitica e sacrale le grandi tematiche delle tragedie e commedie precedenti, a partire dalla lotta intestina per il trono (qui quella di Prospero, il legittimo Duca di Milano fatto esiliare dal fratello Antonio sull’isola misteriosa, dove si rincontreranno dopo il naufragio e la Tempesta), a quella del teatro nel teatro (e infatti è questo uno dei pochi casi in cui il Bardo rispetta le tre unità aristoteliche) e a quella degli scherzi e incroci amorosi che sono sempre rivelatori di altro (come accade a Miranda, figlia di Prospero, e Ferdinando, figlia del Duca di Napoli amico del fratello usurpatore Antonio). Qual è dunque la lezione per noi oggi? «Che c’è solo da comprendere. E comprendere non è perdonare. È arrendersi. Alla fine, resterà solo l’eroismo degli arresi. E Prospero, con fatica, si arrende. Anche se - dicono - ha vinto», spiega in conclusione Binasco. (n.c.)