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Centrodestra nel caos con l’incubo 4 per cento

di Davide Berti
Centrodestra nel caos con l’incubo 4 per cento

Serve unità, ma nessuno fa un passo indietro. La Lega passa da Cavani a Bellei E nello scontro tra Giovanardi, Galli e Barcaiuolo chi sorride sono i grillini

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«Serve unità». Detta così sembrerebbe un motto editoriale del centrosinistra, e invece è il centrodestra che, giorno dopo giorno, ripete come un mantra ciò che sanno non si potrà verificare. Quell’unità e quella coesione che tutti decantano ma che nessuno sembra volere mettere in campo veramente. Perché? Perché servirebbe un passo indietro e tutti hanno le loro ottime ragioni per non farlo. Così si prospetta uno scenario quasi apocalittico fatto di tutto tranne che di equilibrio.

I NUMERI

Con il consiglio che passa da 40 a 32 membri, eleggere una quota consistente di consiglieri sarà oggettivamente più complicato. Lo sbarramento è al tre per cento, ma con questa frammentazione annunciata, dove nel centrodestra regna il “tutti contro tutti”, il quadro sarà ancora più complicato. Si presume una vittoria del Pd che arriverebbe a maturare 19 consiglieri, mentre uno andrebbe all’alleata Sel. L’opposizione si spartirebbe gli altri 12. E qui sarà fondamentale vedere con che percentuale il pd vincerà. La sicurezza di maturare un consigliere di opposizione si avrà all’incirca attorno al 4 per cento, percentuale paradossalmente destinata a salire se il Pd andrà al ballottaggio e a crescere oltremisura se a vincere fosse il Movimento Cinquestelle. È chiaro che il centrodestra sta guardando tutte le ipotesi, e valutandole capisce bene che arrivare alla sicurezza del 4 per cento sarà complicato per tutti in un universo così frammentato.

ALLEANZE

Forza Italia è ancora ferma su Andrea Galli il quale non vede perché qualcuno dovrebbe cambiare idea. Ovvio. Ma anche ieri è stata una giornata di consultazioni per cercare di capire fino a che punto ci sia negoziabilità. Fratelli d’Italia, però, non vuole scendere troppo a compromessi e a giorni Barcaiuolo, che ha richiamato come i colleghi all’unità, ufficializzerà la sua discesa in campo.

In tutto questo Carlo Giovanardi resta fermo al suo posto e anche ieri ha ribadito che la sua candidatura ci sarà comunque, con o senza alleanze.

LEGA NORD

Anche la Lega Nord è decisa ad andare da sola e non cambierà idea. Lo ha confermato anche ieri Stefano Bellei, il segretario cittadino che nei prossimi due giorni presiederà gli ultimi incontri e cercherà di mettere tutto nero su bianco una volta per tutte. Come? Risolvendo i problemi posti da Fabrizio Cavani, il consigliere comunale, l’unico rimasto, che in un primo momento era candidato ed ora, invece, molto probabilmente, assumerà un altro ruolo. Nell’idea della Lega, infatti, c’è quella della candidatura ufficiale e di una lista civica d’appoggio che abbia come candidato sindaco sempre quello scelto dalla Lega. Ecco, allora, che il sindaco del Carroccio, diventerà Stefano Bellei (l’ufficializzazione nei prossimi due giorni) mentre a Fabrizio Cavani toccherebbe il ruolo di capolista nell’altra lista. Tutto questo in un quadro generale del centrodestra già complicato, con una lista civica, quella di Gianni Galeotti, e la candidatura di Sergio Celloni, scenari che contribuiscono a frastagliare ulteriormente il campo e a ridurre ulteriormente la torta.

@dvdberti

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