Gazzetta di Modena

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«Basta inutili allarmismi Sull’amianto iter corretto»

di Serena Arbizzi
«Basta inutili allarmismi Sull’amianto iter corretto»

L’assessore Tosi ha attaccato Forza Italia: «Sostituire i tubi? Occorrono 60 milioni La sostanza che sarà immessa nelle condutture è sicura, quindi la scelta è giusta»

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Il valore medio delle fibre di amianto presenti nell'acqua non è stato distribuito da subito, non esiste una mappa aggiornata dei punti di prelievo a disposizione dei cittadini per verificare quale sia la presenza di amianto nel quartiere in cui si vive, e perché non si parla di sostituzione delle tubature invece di concentrarsi sull'immissione nelle condotte del composto a base di fosfato monosodico alimentare e zinco. È stata una conferenza stampa infuocata quella di ieri mattina in cui Mirco Arletti, Davide De Battisti e Italo Melchiorre, rispettivamente presidente, dirigente e consulente di Aimag, e l'assessore Simone Tosi hanno risposto al crescente timore dei cittadini e alle forze politiche d'opposizione sul problema amianto nell'acqua. La paura nella popolazione è cresciuta dopo che è divenuto pubblico il dato di 130mila fibre litro di amianto in un punto a Santa Croce, valore quasi doppio a quello che era stato reso noto. «L'allarmismo è stato provocato dal parere di una onlus, Ona, il cui presidente ha minacciato una class action - ha attaccato Arletti - Bene, lo sfido a dimostrare che abbiamo fatto qualche cosa di meno o di più di quel che avremmo dovuto fare. E se certi politici, come Benatti di Forza Italia, vogliono sostituire le tubature, intendono tenersi l'amianto per i prossimi 15 anni». Sostituire le tubature «che per 218 chilometri su 430 della città sono in amianto, costerebbe tra i 50 e i 60 milioni di euro e significherebbe incidere sulle tariffe al rialzo - gli fa eco Tosi - e, per ora, abbiamo a disposizione un milione di euro per iniziare a sostituirle nei prossimi tre anni. Non abbiamo, inoltre, dato il campionamento per ogni punto perché significa alimentare allarmismi, dato che l'amianto non è solubile, ma si sposta. Noi avremmo potuto fermarci al parere dell'Ausl che non segnalava problemi per la salute. In nome della trasparenza abbiamo informato la popolazione e deciso di immettere il composito, a partire dalla conduttura da 350 millimetri, direttamente dal campo pozzi di prelievo a Fontana di Rubiera. Ora, stiamo attendendo il via libera dell'Ausl perché sono al vaglio alcune misure per non compromettere la potabilità dell'acqua che devono essere approvate». Comune e Aimag hanno precisato che si tratta di una sperimentazione, non perché non sia mai stata provato il composito che viene usato da anni all'acquedotto Del Rabbi di Forlì e a Gattinara, Vercelli. Il progetto costerà sui 15mila euro - 5mila per la pompa dosatrice e 10mila per il composto - e verrà indetta una gara da cui uscirà il fornitore della sostanza prodotta da ditte come la Ncr di Bologna e la Sanipur di Brescia.

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