Tecnopolo, posata la prima pietra
Spilamberto. Il presidente dell’Unione: «Ce l’abbiamo fatta». La struttura pronta nel giro di un anno
SPILAMBERTO. Ancora un anno di pazienza e il Tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli, gioiello tecnologico culle di giovani imprese high-tech, sarà operativo: tanto dureranno i lavori dopo la posa, simbolica, della prima pietra di ieri, in via Confine a Spilamberto, in zona Sipe, al limitare con il Comune di Vignola. «Ce l'abbiamo fatta», ha spiegato durante la cerimonia Daria Denti, presidente dell'Unione. La posa della prima pietra suggella ormai il rush finale. Mancano solo i tempi tecnici di realizzazione dei 1350 metri quadrati del Tecnopolo, che conterrà 11 uffici di ricerca per le start up, 4 laboratori all'avanguardia, 3 uffici per la direzione della struttura, altrettante aule di formazione, 2 sale riunione, 1 spazio di coworking per far lavorare insieme le imprese e infine uno spazio per il brain storming e lo sviluppo delle idee. «Tempo un anno», ha continuato la Denti. Prossimo appuntamento quindi alla primavera 2015, con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale; un ritardo causato soprattutto dalla Regione, poiché gli uffici competenti sui fondi europei che in parte hanno finanziato l'opera erano gli stessi impegnati a far fronte all'emergenza terremoto. L'opera costerà 1 milione e mezzo di euro, la metà dei quali provenienti dall'Unione Europea, mentre la progettazione è stata interna all'Unione ed è il risultato di un gioco di squadra che ha visto impegnati Regione, Provincia, Unione, Università, Fondazione Democenter-Sipe, Camera di Commercio e Fondazione di Vignola, che ha contribuito economicamente allo studio di fattibilità. Una volta operativo il Tecnopolo sarà casa e scuola di giovani imprese all'avanguardia, soprattutto nella meccanica: qui potranno crescere e formarsi, incontrare investitori e imprese più navigate, così come potranno portare avanti le ricerche grazie ai laboratori all'avanguardia, al livello universitario. Non è un caso che una struttura simile, che punta soprattutto su meccanica e ricerca arrivi in riva al Panaro: nel triangolo Spilamberto-Vignola-Marano c'è la culla della meccanica di precisione modenese e italiana. Questo risultato, ha continuato il presidente dell'Unione, «non è da tutti i giorni, è meno visibile di altri, come può esserlo riparare le strade, ma qui ci sono opportunità che possono davvero fare la differenza per i giovani imprenditori», portando su tutto il territorio innovazione. «Per quest'opera - ha chiuso la Denti - devo ringraziare due persone che non sono più tra noi: l'onorevole Paola Manzini a cui dedicheremo una sala convegni, che prima di tutti capì che la chiave per lo sviluppo del territorio era l'innovazione. Infine Lalla Reggiani, che nei giovani ci credette dando fiducia al progetto».
Andrea Minghelli
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