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Altri 3,5 milioni di euro per il welfare dei Comuni

Altri 3,5 milioni di euro per il welfare dei Comuni

Dalla Fondazione Cassa di Risparmio un nuovo bando per contrastare vecchie e nuove povertà, disoccupazione e forme di non autosufficienza

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La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena mette a disposizione contributi per 3 milioni e mezzo di euro a favore del welfare. È il primo anno del “bando vulnerabilità” ed è già stato un successo tanto che si sta già pensando a come lavorare per il 2015 in modo che i criteri, le valutazioni e i progetti presentati possano avere caratteri ancora più virtuosi. È una linea di finanziamento sociale rivolta direttamente ai comuni, che in questi anni hanno visto lievitare le richieste di aiuto.

La somma finanzierà i progetti in 17 comuni modenesi presentati col bando sulla vulnerabilità sociale. Due milioni andranno a Modena per tre progetti, rispettivamente di contrasto dell'esclusione sociale, di sostegno agli anziani non autosufficienti, di inclusione degli alunni disabili. I destinatari sono oltre 1.500; 660 mila euro andranno a Sassuolo per misure straordinarie di contrasto della vulnerabilità sociale (circa 2500 i destinatari); 600 mila euro andranno a Castelfranco per due progetti, di inclusione scolastica (oltre 150 destinatari) e sostegno alle famiglie colpite dalla crisi (circa 2.000 destinatari); 150 mila euro andranno all'Unione dei Comuni del Frignano per il contrasto della vulnerabilità sociale (circa 600 destinatari); 35 mila euro a Campogalliano per il sostegno alle famiglie (240 destinatari); infine 5mila 500 euro all'Unione dei comuni delle Valli Dolo, Dragone e Secchia per realizzare uno spazio riservato ai ragazzi disabili (20 destinatari).

Tra gli obiettivi del bando: concorrere al mantenimento del livello qualitativo del welfare pubblico e, al contempo, incentivare la collaborazione tra enti locali per lo sviluppo di progetti a carattere distrettuale. «Il contrasto alla vulnerabilità delle persone e alle situazioni di non autosufficienza - spiega il presidente della Fondazione Andrea Landi - è il principale obiettivo indicato dal piano triennale della Fondazione che in questi anni ha destinato agli interventi di rilevanza sociale oltre il 50 per cento delle proprie risorse. Con questo bando così rilevante - aggiunge Landi - la Fondazione si conferma un ente no-profit particolarmente attento a difendere e consolidare il sistema di welfare locale in stretto collegamento con i soggetti pubblici e con il mondo del terzo settore».

Negli ultimi quattro anni della Fondazione , complessivamente sono stati erogati poco meno di 50 milioni di euro (49 milioni 164mila e 767 euro) nel solo filone del welfare. A fronte di un calo progressivo delle erogazioni complessive nei tre settori del welfare, della cultura e della ricerca scientifica (con un’inversione di tendenza nell’ultimo anno) la quota destinata al welfare si mantiene sempre al di sopra del 50 per cento del totale: è pari al 50,7 per cento nel 2013, del 50,1 nel 2012 (in questo caso non viene conteggiato l’intervento straordinario del terremoto), del 52,8 per cento nel 2011. Solo nel 2010 era al 49,3 per cento ma su un volume di erogazioni che sfiorava i 33 milioni di euro.

Presenti diversi sindaci che hanno beneficiato dei contributi della Fondazione stessa. A cominciare da Modena. Per Pighi «le nuove povertà rappresentano la vera trasformazione della nostra città, quell’equilibrio instabile di nuove esigenze particolari che per essere agevolate devono prima essere riconosciute». È un po’ la trasformazione che stanno subendo gli sportelli sociali delle stesse amministrazioni, come nel caso di Castelfranco. Il sindaco Reggiani ha ricordato come «in cinque anni il numero di famiglie seguite sia triplicato, arrivando ad oltre tremila casi». Per Caselli, sindaco di Sassuolo, «oggi le scelte sociali vengono prima di qualunque altra cosa». I sindaco di Palagano, Braglia, e di Campogalliano, Zanni, «hanno sottolineato come la problematica sia ormai un conflitto sociale difficile da arginare».(d.b.)

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