Gazzetta di Modena

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La Ghirlandina “balla” come un pendolo

La Ghirlandina “balla” come un pendolo

I movimenti della torre misurati venti volte al secondo con un gps. L’ingegner Paolo Rossi: sta bene, il traffico non incide

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Con l'uso di una strumentazione satellitare degna delle indagini di "Csi" il laboratorio di Geomatica del dipartimento di Ongegneria della nostra università ha misurato, il 21 e 22 marzo scorsi, lo stato di salute della Ghirlandina, la sua pendenza e sprofondamento nel terreno.

Come nei peggiori gialli riveliamo subito il finale: il monumento medievale del sito Unesco, simbolo della città, sta bene. Pende, si muove di alcuni centimentri per le motivazioni che vedremo, ma nel corso della giornata si comporta come un pendolo e ritorna nella sua posizione.

La vera novità è che per le misurazioni di un anno fa è stato utilizzato uno strumento, il "gps" ad alta frequenza il cui uso in Italia non è abituale soprattutto per quanto riguarda il comportamento dei monumenti. È spiegare tutto ciò è Paolo Rossi, giovane dottorando di Carpi del laboratorio di Geomatica che mercoledì ha esposto i risultati della sua ricerca, svolta in collaborazione con il Comune e altri colleghi, in una conferenza al Planetario di viale Barozzi. «Questo nostro esperimento con il gps ad alta frequenza – spiega lo studioso – è, per l'utilizzo dello strumento, abbastanza raro in tutta Europa e ha dato una serie di dati molto preziosi. Il gps, in pratica lo stesso strumento che abbiamo negli smartphone e sull'auto, fa 20 misurazioni al secondo per tutte le 24 ore durante il quale è stato attivo e lo abbiamo posizionato sull'ultima balconata del monumento. A circa 78 metri di altezza, non potendo andare più in alto: non avremmo saputo come posizionarlo. Abbiamo dovuto usare le cinghie, perché non era possibile bucare la pietra dell'edificio patrimonio mondiale dell'umanità».

Rossi arriva subito al punto centrale, ai risultati forniti dallo strumento: «In base ai nostri dati noi del laboratorio di Geomatica possiamo dire che la Ghirlandina non ha movimenti residui, ossia parte da un punto a inizio giornata e alla fine delle 24 ore torna alla stessa posizione. Questo è un dato positivo. Praticamente il rilievo gps conferma quanto misura il pendolo posizionato dal Comune nel 2003 dentro la torre. Questa non subisce spostamenti permanenti e le oscillazioni sono piccole anche se meno sono e meglio è naturalmente. Tra gli altri dati che abbiamo desunto dal lavoro c'è il fatto che, al netto di alcuni errori di misura tipici dei gps, i movimenti sono provocati dalle variabili ambientali che influiscono. Il traffico invece con causa particolari problemi alla torre anche perché è piuttosto lontano dal sito».

Questo punto è molto importante, perché ad esempio se qui il passaggio degli autobus non provoca danni rilevanti, poco lontano, in piazza Roma proprio il passaggio dei mezzi pubblici fa pericolosamente vibrare la facciata di Palazzo Ducale.

Il dottorando dell'Università specifica il ruolo dei gps attraverso i sistemi satellitari: «Questi sistemi funzionano facendo dialogare i satelliti con i ricevitori posti a terra, ma il segnale a volte rischia di avere problemi se è schermato o rimbalza su edifici circostanti. Il gps ad alta frequenza è già stato utilizzato per edifici elevati in altre parti del mondo, a Stoccarda e in Grecia ad esempio, e i risultati sono utili. Occorre però tenere presente che la meterologia influisce sulle misurazioni e occorre anche tenere presenti altre caratteristiche della Ghirlandina: è stata costruita su fondazioni di 5 metri su un terreno che subisce il fenomeno della subsidenza, ossia un abbassamento impercettibile tipico delle pianure alluvionali come la nostra. Abbiamo visto che l'area della Ghirlandina e delle absidi del Duomo è quella dove, nel sito Unesco, si verifica il maggior abbassamento del suolo, ma speriamo di poter fare altri rilievi in futuro».

Queste misurazioni confortano quelle del monitoraggio deciso dal Comune pochi anni fa, è insomma una utile "prova del nove" che tra l'altro ha visto misurarsi sul campo giovani universitari. Anch'essi attenti al futuro dei monumenti, la vera parte importante nell'ambito culturale, ben al di là degli eventi.

Stefano Luppi