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Bper, oggi l’assemblea per il rinnovo del Cda

di Stefano Turcato
Bper, oggi l’assemblea per il rinnovo del Cda

Curiosità per l’intervento sul palco di Gianpiero Samorì, leader della minoranza Consentite 4 deleghe. Ad Avellino e Lamezia Terme i due centri voto a distanza

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Tre liste nel 2011, due l’anno dopo, di nuovo tre nel 2013 e il ritorno alle due liste nell’assemblea dei soci di oggi. L’andamento a numeri alterni sta caratterizzando le elezioni per il rinnovo parziale del Consiglio di amministrazione di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, appuntamento che per il 2014 è fissato stamane nella sede di ModenaFiere.

Il 2011 è stato l’anno della rissa fra i sostenitori dell’avvocato Gianpiero Samorì, leader della minoranza dei soci, e gli addetti al servizio d’ordine dinanzi al palco: rissa memorabile per chi ha assistito ma avvilente per chiunque abbia a cuore Bper e la sua lunga storia di istituto di credito modenese. L’anno dopo si registrò il tentativo di mediazione dell’avvocato Galassi, che portò a una tregua fra lo stesso Samorì e i vertici di Bper: due sole liste e l’ingresso, frutto del compromesso, dell’imprenditore Romano Minozzi nel Cda e del commercialista Fabrizio Corradini nel Collegio sindacale, due nomi graditi a Samorì. Compromesso di breve durata perché Minozzi si è prestato al gioco per pochi mesi poi ha fatto sapere a tutti che aveva di meglio da fare e si è dimesso. Con l’inevitabile ripresa delle ostilità e il ritorno, un anno fa, delle tre liste, compresa Bper Futura di Samorì.

L’anno scorso. Nell’assemblea 2013 furono espressi 22.135 voti (oltre 8mila votanti nelle tre sedi più le deleghe). La Lista 1 ottenne 12.877 voti (58,2%) e 5 eletti, la Lista 3 - espressione dei territori delle banche controllate da Bper - fu seconda con 7.134 voti (32,2%%) e un eletto mentre la Lista 2 di Samorì raccolse 1.798 consensi (8,1%). Infine 316 schede bianche. Va sottolineato che nel 2011 Bper Futura, la lista di Samorì, aveva raggiunto quota 5.011 voti (15,5%).

Non solo elezioni. Il rinnovo parziale di 6 consiglieri su 19 è il motivo di interesse principale dell’assemblea dei soci, che sarà chiamata in ogni caso ad approvare anche altre importanti decisioni dello stesso Cda. L’ordine del giorno per la parte ordinaria prevede, oltre all’elezione di sei amministratori, l’approvazione del bilancio 2013, quindi la nomina (per il residuo del triennio 2012-2014) di Alessandro Vandelli, subentrato nel Cda a Mario Zucchelli dopo le sue dimissioni; poi la relazione sulle remunerazioni e la proposta di un piano dei compensi.

Modifiche statutarie. Per la parte straordinaria saranno al centro dell’attenzione modifiche statutarie fra cui quella che porta da 4 a 5 il numero delle deleghe per ciascun socio in assemblea e da due a quattro nel Cda il numero minimo dei consiglieri definiti “indipendenti” sulla base del Testo Unico della Finanza e del codice civile. Sostanzialmente, e per semplificare, si definisce indipendente il consigliere che non presenta vincoli primari di parentela o affinità con amministratori della banca e di società che la stessa controlla, nè presenta legami o rapporti di lavoro o professionali o di natura patrimoniale. Già nel Cda che uscirà da questa assemblea ci saranno sette consiglieri indipendenti.

L’avvocato Samorì. Nell’assemblea di un anno fa non mancarono momenti di tensione quando l’avvocato Samorì, dopo che il bersaglio preferito Fabrizio Viola (Ad passato a Mps) aveva cambiato banca, lanciò accuse pesanti al presidente Ettore Caselli, che gli rispose duramente. Per questa assemblea l’avvocato Samorì ha preannunciato che salirà sul palco per spiegare i motivi che hanno determinato la scelta di non presentare la lista Bper Futura per le elezioni del Cda, oltre che per parlare dei programmi dell’associazione, che intende proseguire nell’attività di critica e di stimolo nei confronti di chi guida la banca. Samorì ha già avuto occasione di chiarire che la rinuncia alla presentazione della lista è conseguente alla decisione del Tribunale di Bologna di respingere il ricorso basato sulla presunta illegittimità dei centri voto a distanza di Avellino e Lamezia Terme. «Per noi i centri voto sono illegittimi – ha detto Samorì – questa decisione del tribunale ci porta a rinunciare alla presentazione della lista perché con queste regole non ha senso partecipare: sono tutte studiate per favorire l’autoreferenzialità di chi già governa la banca».

È probabile che l’intervento dell’avvocato possa diventare il principale motivo di attrazione dell’assemblea ma è pure sperabile che non si scatenino polemiche sui tempi dell’intervento stesso: Samorì ha già fatto sapere che in un paio di minuti non riuscirebbe certamente a spiegare compiutamente le proprie ragioni.

I centri voto sono confermati anche per l’assemblea di oggi, oltre a Modena, nelle sedi di Avellino e Lamezia Terme.

Esito scontato. L’esito delle elezioni, dati i presupposti, è da tutti ritenuto scontato. Il meccanismo prevede che i sei nuovi consiglieri siano i primi cinque nominati nella lista vincente e il primo della lista seconda classificata.

Lista vincente è prevedibile sia la Lista 1, che ai primi cinque posti presenta Alberto Marri, Giuseppe Lusignani, Fioravante Montanari (tre conferme), oltre ai nuovi Mara Bernardini e Cristina Crotti, due donne che vanno a completare la quota rosa del Cda. La quota rosa prevede donne per un terzo del Cda (con arrotondamento per eccesso). Nel caso specifico quindi 7 donne su 19 componenti. Nel Cda sono già presenti Elisabetta Gualandri, Valeriana Maria Masperi, Giuseppina Mengano Amarelli, Daniela Petitto e Deanna Rossi. Il sesto consigliere che completerà il rinnovo è il primo nominato della lista seconda classificata: prevedibilmente Giovampaolo Lucifero.

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