Gazzetta di Modena

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Inseguono i banditi che hanno svuotato il caseificio biologico

di Francesco Dondi
Inseguono i banditi che hanno svuotato il caseificio biologico

Castelfranco. Teresa Reggiani e il figlio braccano i ladri Arrivano i carabinieri: recuperate 35 forme di formaggio

18 aprile 2014
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CASTELFRANCO. Un inseguimento durato quasi mezzora, iniziato da via Baracca a Recovato, proseguito fino a Castelfranco e poi oltre Modena per concludersi infine all’incrocio che porta verso Sant’Anna di San Cesario. Inversioni, accelerazioni, tentativi di fuga: ecco la notte di Teresa Reggiani e del figlio, che hanno braccato a lungo i ladri mentre al telefono restavano in contatto con i carabinieri.

La banda è riuscita a defilarsi, fuggendo nella campagna che costeggia via Emilia, ma per evitare l’arresto ha dovuto abbandonare il furgone - rubato una decina di giorni fa - e le 35 forme di Parmigiano Reggiano, razziate poche ore prima dal caseificio biologico della famiglia Reggiani.

«Ci ha chiamato un vicino di casa intorno alle 5 - spiega Terry Reggiani - Con mio figlio siamo andati verso il caseificio e sulla strada abbiamo intercettato il furgone. Lo abbiamo inseguito a lungo, vedendo anche delle manovre spericolate e dopo mezzora i ladri sono fuggiti a piedi. Siamo stanchi, ma almeno abbiamo recuperato la merce. Sarebbe stato un colpo da circa 14mila euro».

Ma il raid sarebbe potuto essere ancora più fruttuoso se i ladri non fossero stati disturbati. «Sono arrivati attraverso lo stradello di campagna - continua la titolare - saranno state le 4 del mattino. Sapevano come agire perché il caseificio è protetto da un imponente sistema d’allarme che comprende non solo l’allerta acustica, ma anche le videocamera di sicurezza. Eppure sono riusciti a metterlo fuoriuso e sinceramente non so come abbiano potuto farlo. Poi hanno provocato due grandi buchi nel muro, lavorando sodo per togliere il filo di ferro e le altre difese che avevamo installato. Non so quanti fossero, quando sono fuggiti non siamo riusciti a vederli, ma dovevano essere in un bel numero perché oltre alle 35 forme che hanno caricato sul furgone ne hanno dovute abbandonare nel giardino altre 50».

Con tutta probabilità il gruppo d’azione ha capito di essere stato scoperto e ha optato per defilarsi in fretta, sacrificando anche altri 20mila euro di prodotto pur di non essere sorpreso dai carabinieri. I militari li hanno però intercettati poco dopo, allertati dai proprietari del caseificio Reggiani. Quando però gli occupanti del furgone, che già avevano capito di essere inseguiti, hanno notato la sirena blu non hanno atteso altro tempo: hanno abbandonato il mezzo a bordo strada e sono fuggiti attraverso la campagna.

@francescodondi

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