Gazzetta di Modena

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«Sanfelice 1893? Piccola ma in salute»

«Sanfelice 1893? Piccola ma in salute»

Il d.g. Franco Cocchi anticipa con soddisfazione il bilancio 2013 in vista dell’assemblea della Banca Popolare

19 aprile 2014
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Terremoto, alluvione, recessione economica interminabile, voci maligne che da anni la vorrebbero incorporata a qualche grande istituto di credito. Eppure Sanfelice 1893 Banca Popolare si presenterà sabato 26 aprile al Pala Round Table sanfeliciano per l’assemblea dei soci con dati positivi e buoni segnali di vitalità.

Ne parliamo con Franco Cocchi, direttore generale dal 2008, che guida la banca locale con il presidente Pier Luigi Grana. E il d.g. non nasconde la propria soddisfazione sia per i numeri che Sanfelice 1893 presenta con il bilancio 2013, sia sul piano personale perché Cocchi entrerà a fare parte del Comitato esecutivo dell’Associazione Europea Banche Cooperative (EACB) in rappresentanza della banche di credito cooperativo italiane.

«I numeri della banca sono buoni - dice Cocchi - non solo per lo sviluppo di prodotti e servizi e il contenimento dei costi. L’utile da negoziazione dei titoli è stato decisivo per i nostri ricavi: il margine di intermediazione è aumentato sul 2012 del 12%. Dopo il sisma abbiamo affrontato il ripristino dei nostri immobili e di quelli della controllata Immobiliare Cispadana e con alcune operazioni di apporto a un nuovo Fondo Immobiliare abbiamo realizzato buone plusvalenze che hanno consentito un discreto utile del consolidato del Gruppo. Vorrei soprattutto citare gli oltre 35 milioni di euro di finanziamenti erogati dalla banca a vario titolo a chi è stato colpito dal terremoto: prestiti ponte in attesa dei contributi pubblici».

Quali sono i valori più significativi del bilancio 2013?

«Le commissioni nette denotano un incremento del 19,21%. Ho accennato al margine di intermediazione, che per la precisione registra un +11,92% dopo il +23,29% del 2012. Il risultato netto della gestione finanziaria – dopo le rettifiche nette su crediti per 7,2 milioni di euro, contro 1,7 milioni del 2012 – registra un -14,52%. I costi operativi si riducono complessivamente del 7,77% e il conto economico chiude con un utile di 480mila euro, dopo le imposte per oltre 440mila euro. Le masse amministrate si sono mantenute stabili e non è poca cosa, considerati i decrementi registrati mediamente sul sistema e dovuti alla contrazione dei prestiti e alle difficoltà delle famiglie di creare nuovo risparmio. La raccolta diretta da clientela supera i 646 milioni di euro (-0,03% sul 2012), la raccolta indiretta – più volatile in quanto legata all’andamento del mercato – si attesta a 379 milioni di euro con un incremento del 2,62%. Gli impieghi a clientela risultano stabili a 503 milioni (-0,77 sul 2012). La massa amministrata ha superato i 1.528 milioni di euro, picco mai raggiunto. Siamo una realtà piccola ma in salute».

Potete nuovamente proporre un dividendo ai soci.

«Un dividendo di 0,20 euro per azione, pari all’89,74% dell’utile individuale realizzato. L’utile consolidato è maggiore (1,5 milioni di euro, dopo imposte per 674mila euro) ed è dovuto al contributo della Immobiliare Cispadana, interamente controllata dalla banca: utile che il Cda prudentemente ha preferito mantenere a patrimonio».

Il web sta sempre più rivoluzionando la vita di tutti e le banche non sono immuni dal cambiamento.

«Il web è già il presente e il futuro per la distribuzione dei prodotti bancari. È evidente che entro pochi anni andrà rivisto il modo di allestire e organizzare le filiali per la consulenza sui prestiti e sui titoli».

Ha sollevato un gran polverone, nel Reggiano, la vicenda con il Comune di Correggio per il riconoscimento di un debito di 10,7 milioni verso la vostra banca garantito con lettere di patronage rilasciate dallo stesso Comune.

«La banca - dice Cocchi - ha concesso un affidamento a una società di proprietà del Comune di Correggio e gestita dallo stesso, quindi è come avesse affidato lo stesso Comune. Si è costituito un comitato spontaneo di cittadini, che giustamente chiedono chiarezza agli esponenti del Comune di Correggio, tanto che il sindaco Iotti a fine 2013 si è dovuto dimettere, così come il direttore del Comune, Pellegrini, con l’inevitabile commissariamento del Comune. Poi la società già posseduta dal Comune è stata dichiara fallita. La vicenda è, per così dire, depositata in tribunale, la banca ritiene che le lettere di patronage forte rilasciate dal Comune con l’approvazione di Consiglio e Giunta comunale – a garanzia della ex società del Comune - siano perfettamente regolari e debbano essere onorate. Attendiamo fiduciosi l’esito del procedimento civile, disponibili a valutare le proposte del Comune, quando, dopo le elezioni del prossimo maggio, si saranno ricostituiti Consiglio e Giunta».

Compensi e affidamenti agli amministratori, spesso motivo di polemiche.

«Nel nostro caso i compensi sono decisamente modesti, pari al 7 per cento massimo dell’utile netto dopo le imposte. Per il 2014 parliamo di 83mila euro da suddividere fra i 10 amministratori. E il nostro Cda è trasparente sugli affidamenti: ha deliberato che gli affidamenti non possono superare la metà della soglia indicata da Banca d’Italia».

Stefano Turcato