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Hera riduce i compensi fissi del Cda

Hera riduce i compensi fissi del Cda

Lo ha deciso l’assemblea degli azionisti: si passa da 50mila a 40mila euro. L’ipotesi di riduzione anche per il presidente

23 aprile 2014
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L'assemblea degli azionisti di Hera ha approvato una riduzione dei compensi fissi destinati ai 14 componenti del consiglio di amministrazione: si passa da 50.000 a40.000 euro. La proposta è passata con l'83,6% dei voti favorevoli, il 15,75% di contrari ed uno 0,6% di astenuti. Una scelta di "sobrietà ed efficienza", Ai 50.000 euro di compensi fissi, ad oggi, si aggiungono 25.000 euro per la partecipazione a comitati: materia di competenza del Cda (al pari dei compensi di presidente e amministratore delegato) che, alla prossima riunione, dovrebbe operare anche in questo caso un taglio di 5.000 euro. Compensi fissi e compensi per la partecipazione a comitati non comprendono il rimborso delle spese fisse affrontate nell'esercizio della funzione di consigliere, ad esempio il rimborso del carburante.

Sull’ipotesi di un taglio anche alla busta paga del presidente, Tomaso Tommasi di Vignano, il diretto interessato ha risposto: “Non credo di sentire il bisogno di ulteriori interventi", una volta conclusa l'assemblea. Rispondendo ad una domanda sul tema dei compensi massimi da definire per i manager del settore pubblico (il premier Matteo Renzi ha parlato di 240.000 euro l'anno) e magari anche per le aziende quotate in Borsa, il numero uno della multiutility afferma: “Nel merito credo che la nostra situazione sia stata di un'attenzione assolutamente rigorosa e non a parole, da sempre, su questo tema, proprio in termini di costo globale degli organi di amministrazione del gruppo”.

Questo, continua, ha prodotto “una rivisitazione costante del numero dei Cda, del numero dei componenti dei Cda e anche il fatto di riservarne la partecipazione, per ciò che riguarda la presenza di Hera come azionista- afferma Tommasi- o a consiglieri di amministrazione o a dirigenti dell'azienda che riversano integralmente i compensi".

Hera, dunque, presenta una "assoluta sobrietà sul piano di questi costi", assicura il presidente.

Inoltre, "dal punto di vista delle retribuzioni, per i confronti che costantemente facciamo con il mercato e con le altre aziende- dice ancora Tommasi- crediamo di essere in una condizione assolutamente non criticabile". Questo, per di più, avendo operato "interventi specifici sui compensi, sia a livello di consiglieri, non ultimo quello odierno chiesto dai soci- continua il presidente- sia, l'anno scorso, anche con una contribuzione diretta da parte mia e dell'amministratore delegato nel ridurre i compensi".

Di conseguenza, "non credo di sentire il bisogno di ulteriori interventi", chiosa Tommasi. Nella relazione sulla remunerazione del gruppo aggiornata al 31 dicembre 2013, il compenso sia del presidente che dell'ad ammonta a poco più di 457.000 euro, 350.000 euro dei quali di retribuzione fissa.

La riduzione dei compensi non soddisfa Vittorio Balestrazzi, piccolo socio della multiutility, ex consigliere comunale del M5s e aspirante sindaco di Modena con una lista civica: la sua proposta è di equiparare i compensi del Cda ai gettoni di presenza che spettano ai consiglieri comunali della città più grande servita da Hera, cioè Bologna.

Per Andrea Caselli, portavoce dei Comitati acqua bene comune che ha partecipato alla manifestazione contro la partecipazione di Hera ad un progetto di centrale a carbone in Calabria, i compensi del Cda andavano "almeno dimezzati".