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«Se non daranno rinforzi arriveremo alla paralisi»

«Se non daranno rinforzi arriveremo alla paralisi»

Il Giudice di Pace Claudio Bonfreschi: «Con l’unificazione delle sedi i processi saliranno a mille a testa. A rischio crediti statali per migliaia e migliaia d’euro»

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«La paralisi dei Giudici di Pace? Questione di ore, non di giorni. E sapremo trovare chi è il responsabile». Il commento dell’avvocato alle prese con il ricorso è sordo, come si conviene a un legale di lungo corso e di buone maniere.

Ma bastava ieri affacciarsi tra i corridoi e gli uffici di via S. Pietro, dove stanno arrivando gli scatoloni con i fascicoli dalle sedi soppresse della provincia, per capire l’esasperazione degli addetti ai lavori.

Pacco dopo pacco si stanno intasando i pochi spazi disponibili. Gli avvocati, quando devono depositare una memoria da allegare a un fascicolo d’udienza, devono affidarsi alla fortuna. Gli incartamenti dei loro assistiti sono negli scatoloni chiusi, sparsi ovunque.

Cancellieri e coadiutori fanno giusto a tempo ad accogliere l’atto, promettendo di andare a cercare, scatolone dopo scatolone, il faldone con la pratica. Sinora ne sono arrivati a decine, ma quando i 2 mila fascicoli arriveranno tutti insieme negli uffici modenesi come si dovrà fare?

Si potranno e si dovranno aprire a uno a uno. Per ogni processo, per ogni udienza. Ogni giorno. Tutti i giorni, come in un trasloco impazzito.

«Siamo rimasti in otto e fra un mese saremo in sette perché va in pensione il collega che si occupa di Carpi - spiega Claudio Bonfreschi, da dodici anni Giudice di Pace a Modena - Sino a un anno fa eravamo ancora in 11 su 15 previsti; adesso, con l’arrivo di altri 2 mila fascicoli che si aggiungono ai 4500 esistenti e con l’impossibilità di sistemare gli incartamenti, rischiamo di essere stritolati. Già ci sono 300-400 cause all’anno che vanno in prescrizione: giustizia negata per i cittadini. Del resto che fare di fronte al continuo accumulo di ricorsi? Tanto per cominciare ci sono centinaia di migliaia di euro per il recupero di crediti per lo Stato che non riusciamo a incassare, poi le cause vengono rinviate di sei, sette mesi solo per la prima udienza».

Che fare? C’è chi ricorda ancora la nota di quasi cinque anni fa dell’allora presidente del Tribunale, Lugli, che chiese di non iscrivere cause per un anno. Ma nel concreto come fa un Giudice di Pace come Bonfreschi che macina udienze per cinque giorni a settimana? «Controllo gli incartamenti due settimane prima dell’udienza - racconta - se mancano le notifiche capita che telefoni agli interessati se non posso mandare un fax al legale. Se dopo 50 giorni non c’è la ricevuta della raccomandata di atti spediti con Poste Italiane, il processo salta. Sì, faccio in casa anche il cancelliere e verbalizzo io le udienze». Due conti spiegano tutto: Con 6500 fascicoli totali, se non arriveranno rinforzi nelle cancellerie e con i giudici, nel giro di un mese ogni magistrato avrà da 900 a 1200 cause a testa. Che, calcolando un termine risibile come 10 minuti solo per leggere una pratica semplicissima prima dell’udienza (ammesso che siano tutte così) significano 5.7 mesi di lavoro, otto ore al giorno senza alzare la testa nè bere un bicchier d’acqua. Solo per capire di che cosa si parla e di quale violazione del codice si deve discutere.

Solo per leggerle insomma, prima di entrare in udienza.

Saverio Cioce

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